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DANTE/ Sedakova: i "nipotini" di Stalin vogliono toglierci la Divina Commedia

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Ol'ga Sedakova, poetessa e scrittrice russa (immagine d'archivio)  Ol'ga Sedakova, poetessa e scrittrice russa (immagine d'archivio)

Da essi si esigeva anche un “ateismo militante”. Era un mondo di rituali collettivi (spesso mutuati dai riti della Chiesa rielaborati secondo l’ideologia), in cui i ritratti dei capi assumevano il ruolo di “icone” ed era impossibile immaginarsi un ufficio statale senza di essi. Questa para-religione aveva i suoi “martiri” e “profeti”. In essa non c’era alcun sentore di secolarismo (cioè di uno spazio libero da mitologie, riservato alla ragione).

La dottrina comunista si basava sulla “maggioranza”, ritenendo che tutte le minoranze fossero un fenomeno da sradicare. Il secolarismo difende le minoranze, invitando la “maggioranza” a cedere, in qualche modo, a favore di quanti erano tradizionalmente discriminati. Ma in questo caso sia l’una che l’altro mettono Dante all’indice (anche i comunisti lo censuravano: l’Inferno per la verità piaceva, mentre il Paradiso era un altro affare).

Davanti a fatti come il “caso Dante”, il veto ai crocifissi o a portare la croce al collo, possiamo constatare che il secolarismo sta trasformandosi in una nuova ideologia, cioè in una nuova para-religione che rifiuta recisamente di usare la ragione. La semplice ragione dovrebbe bastare a suggerire agli esperti che Dante, un “cristiano del XIII secolo”, come lui si definiva, non avrebbe potuto avere una diversa visione delle altre religioni. Che concetti molto posteriori, come antisemitismo e islamofobia, qui non possono essere impiegati. Che Dante non poteva mettere in dubbio la dottrina ecclesiale e biblica di peccato. L’ideologia, a differenza del secolarismo, com’era stato progettato, offre dei postulati eterni, che valgono per tutti e per ogni tempo. Deve necessariamente travisare i fatti, per poter incasellare nella propria interpretazione. Deve sottacere o falsificare la realtà, sia quella contemporanea che quella storica.

Noi assistiamo alla trasformazione del secolarismo in ideologia, e dopo di essa non resterà che terra bruciata. La caratteristica precipua delle ideologie è che esse non rispettano l’uomo, pretendono di decidere su tutto, fin nei particolari, al suo posto. Paradossalmente il secolarismo, che un tempo difendeva la dignità dell’uomo e la libertà di coscienza, adesso si è messo a guardare alla persona allo stesso modo: per il solo fatto che uno legga i supplizi di Maometto nell’Inferno dantesco dovrebbe diventare necessariamente islamofobo. Non viene neppure in mente che possa riflettere su quanto ha letto e trarre delle proprie conclusioni. Bisogna invece espungere questo passo pericoloso.

C’è un’altra conclusione che si può trarre dal “caso Dante” (a cui potrebbe a rigor di logica seguire il “caso Shakespeare”, il “caso Puškin” ecc.): vediamo fino a che punto fosse cristiana nei suoi fondamenti la letteratura classica europea (e russa). Non ne esiste un’altra. Quindi, per non offendere nessuno, dovremo restare senza più niente.



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COMMENTI
17/03/2012 - Ma siamo sicuri che non si tratti di un canulard? (Teodosio Orlando)

Anche se questa Valentina Sereni e la sua associazione sembrano voler fare "sul serio", ricordo a quanti l'abbiano già dimenticato che l'idea di espellere Dante dalle scuole italiane in nome del politically correct fu lanciata, come una provocazione ironica e antifrastica (quindi in realtà con l'intenzione opposta) da Dino Cofrancesco due anni fa. Ecco il link: http://www.loccidentale.it/articolo/petizione+al+ministro+gelmini+sulla+lettura+di+dante+a+scuola.0086640 Il canulard era così ben confezionato che si faceva perfino riferimento alla fantomatica associazione ARRE (Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali). Strano che nessuno l'abbia ricordato in quest'occasione, e tutti si siano limitati a qualche espressione di rituale indignazione.

 
16/03/2012 - Mah.... (Mariano Belli)

Io vi spiego cosa sta succedendo e voi mi censurate: questo non è bello, e sopratutto non cambia la realtà delle cose... prima la domenica, poi Dante, poi le famiglie gay... e continueranno, un pezzetto per volta fino a smantellare tutte le basi della nostra società... e volete far finta di niente?

 
16/03/2012 - Se sulla verità metteranno una pietra tombale... (EMIDIO MASSI)

Io non temo chi tenta di sotterrare la verità magari in una tomba con giudizi di pietra sopra... Temo di più cosa succederà quando la verità risorgerà ... Da che parte starò io? E' giusto vivere per affermare ciò che abbiamo di più caro perché Lui si ricordi di me e io sia trovato in Lui. Grazie a tutti voi che mi date la possibilità di scegliere di essere con Dante e la Sedakova per la Verità.