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GIUSTIZIA/ Ecco perché i giudici "benedicono" i matrimoni gay

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Facile non essere d'accordo, più difficile spiegare perché (InfoPhoto)  Facile non essere d'accordo, più difficile spiegare perché (InfoPhoto)

L’aspetto maggiormente significativo di questa prospettiva – e quello che ha già statisticamente manifestato tutta la propria rilevanza – è quello per il quale, se il fondamento (anche giuridico) del matrimonio è visto nel sentimento, la variabilità e mutevolezza nel tempo del medesimo comporta inevitabilmente la possibilità di scioglimento dal legame ogni qual volta il suo fondamento sentimentale venga meno.  

Ecco che la positiva esigenza del riconoscimento della reciproca dignità dei coniugi sottesa alla presa di campo della logica sentimentale del matrimonio, finisce poi per avere implicazioni che incidono in modo pesante sulla stabilità delle famiglie. In altre parole, alla solidarietà che associa i diritti ai doveri viene sostituita una visione che assolutizza il diritto alla felicità individuale, senza disponibilità ad integrarlo con il bene degli altri componenti del gruppo familiare: cessato il sentimento, non solo viene meno il fondamento sostanziale del matrimonio, ma il rapporto da strumento di realizzazione della propria felicità si muta nel suo opposto, diviene cioè causa della propria infelicità dalla quale ci si deve dunque liberare al più presto.

Inoltre, occorre interrogarsi su quanto dicevamo in un precedente intervento, cioè sul pericolo di trasformare qualsiasi nostro personalissimo desiderio in un diritto fondamentale, ricordando che tale riconoscimento non è affatto innocuo e vantaggioso per tutti, perché comporta l’insorgenza di obblighi e la possibilità coattiva di farli rispettare: occorre cioè investigare i caratteri che una unione deve avere per aspirare ad ottenere rilevanza giuridica, ad assurgere addirittura a diritto fondamentale e bisogna chiedersi se davvero tutte le unioni possano avere queste caratteristiche.

Con la terza logica di matrimonio come promessa-dono si effettua un diverso salto di qualità che merita un approfondimento a parte.

 

(2 – continua)



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