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ALESSANDRO MANZONI/ Motta (Univ. Cattolica): vince Fra Cristoforo. Google ricorda "I Promessi Sposi"

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Una rappresentazione teatrale dei Promessi sposi, foto Infophoto  Una rappresentazione teatrale dei Promessi sposi, foto Infophoto

"Manzoni è autore di tanti grandi libri che sono talmente scomodi che la cultura italiana se non ha dimenticato ha comunque rimosso un po'. La fama dei Promessi sposi a uso scolastico è tornata a svantaggio del romanzo perché è diventato il libro di scuola per antonomasia per cui il libro che uno quando esce da scuola non ne vuole più sentire parlare. Dall'altra parte ci si è sbarazzati di un libro con osservazioni sulla morale cattolica che hanno nella storia di Manzoni una importanza decisiva. Allo stesso modo in cui ci si è un po' meno sbarazzati perché era più facilmente recuperabile dal punto di vista di una certa ideologia di altre sue opere come ad esempio La storia della colonna infame". Conclude il professore. "Ma ricordiamo invece tragedie come  Adelchi, la cosa più bella scritta dopo i Promessi sposi. Anche lì non è autore facile e non è autore elementare, costringe a uno studio, a un lavoro a un investimento di tempo perché quello che diciamo per i promessi vale ancor di più per le opere teatrali: nell'Adelchi Manzoni una riflessione sul potere di una attualità sconcertante".



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