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PAPA/ Pabst: l’"economia" di Benedetto mette d’accordo cattolici e laici

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

In contrasto con entrambe queste fazioni, il Papa ha tracciato una “terza via” cristiana, unendo limiti rigorosi al potere dello Stato e del mercato a una economia civile centrata su imprese mutualistiche, cooperative, unioni di credito e altre soluzioni basate sulla mutualità. Questa concezione viene esaminata e sviluppata da John Milbank nel suo capitolo. Sostenendo un sistema economico reinserito nella società civile, il Papa prospetta una economia politica che trascende la vecchia dicotomia tra Stato e mercato, tra sinistra e destra.

L’opinione comune che la sinistra protegga lo Stato dal mercato, mentre la destra privilegia il mercato rispetto allo Stato, è falsa dal punto vista dell’economia e ideologicamente ingenua. Così come oggi la sinistra vede nel mercato il meccanismo più efficiente per creare ricchezza privata e welfare pubblico, così la destra ha sempre contato sullo Stato per assicurare i diritti di proprietà dei benestanti e per trasformare i piccoli proprietari in lavoratori a basso costo, togliendo loro la terra e le tradizionali reti di supporto.

Questa ambivalenza ideologica maschera una collusione di fondo tra Stato e mercato, come illustra l’introduzione al volume. Lo Stato impone un unico quadro giuridico standardizzato che permette al mercato di estendere le relazioni contrattuali e monetarie virtualmente in tutte le aree della vita. In questo modo, entrambi riducono la natura, il lavoro umano e i legami sociali a merci il cui valore è stabilito solo dalla ferrea legge della domanda e dell’offerta.

Tuttavia, la mercificazione di persone e cose viola un principio etico universale, alla base della maggior parte delle culture nel passato, dove alla natura e alla vita umana è stata quasi sempre riconosciuta una dimensione sacra. Come altre religioni, il cristianesimo difende la inviolabilità della vita e della terra contro la subordinazione di tutto e di tutti del “mercato-Stato” al mero significato materiale e all’utilità economica quantificabile. Come dico nel mio capitolo, questo argomento è stato sollevato inizialmente dagli economisti civili dell’Illuminismo napoletano e sviluppato poi dai cristiani “socialisti”, quali Karl Polanyi e il suo amico anglicano R.H. Tawney; a questo proposito si veda il contributo di John Hughes sulla dottrina sociale anglicana.

Significativamente, il Papa scrive nell’enciclica che “Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialità, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella società civile senza ridursi ad essa, creano socialità.Benedetto XVI non difende la società civile come attualmente si è configurata, ma invita a una nuova sua organizzazione in cui il “mercato-Stato” globale sia reinserito in una più ampia rete di relazioni sociali e venga governato da virtù e principi universali, quali solidarietà, fraternità e responsabilità. 



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