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PAPA/ Pabst: l’"economia" di Benedetto mette d’accordo cattolici e laici

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

Concretamente, il Papa sembra incoraggiare la creazione di imprese che operino secondo il principio mutualistico, come cooperative o imprese possedute dagli stessi lavoratori, di cui è un esempio la cooperativa Mondragon, basata in Spagna, che ha più di 100mila dipendenti e i cui prodotti fatturano più di 3 miliardi di dollari. Questo tipo di imprese perseguono fini sia privati che sociali, reinvestendo i loro profitti nella società e nella comunità, invece di arricchire solo il top management o gli azionisti. Benedetto sembra anche essere in favore di associazioni professionali e altri corpi intermedi, dove lavoratori e proprietari possono decidere insieme salari giusti e prezzi equi.

Contro la concentrazione di ricchezza nel libero mercato e la redistribuzione di reddito controllata dallo Stato, la maggior parte dei saggi del volume propongono un programma più radicale in linea con l’enciclica: il lavoro riceve delle risorse (sotto la forma di partecipazioni) e affitta capitale (non viceversa); il capitale stesso, in parte, arriva dal lavoratore e da cooperative di credito sostenute dalla comunità, e non esclusivamente da banche guidate dai loro azionisti.

Al pari del “mercato-Stato”, anche finanza e scienza devono essere riportate all’interno delle relazioni sociali e devono sostenere, non distruggere, gli organici legami dell’uomo con la natura, come suggerisce David Schindler nel suo apporto. L’economia mondiale deve passare dalla speculazione finanziaria a breve termine all’investimento a lungo termine nell’economia reale, nello sviluppo sociale e nella sostenibilità ambientale.

Prese insieme, queste e altre idee sviluppate nell’enciclica superano le riforme frammentarie e considerano una trasformazione totale della logica secolare che sostiene il capitalismo globale. Accanto a contratti privati e provvedimenti pubblici, Benedetto cerca di introdurre la logica del dono e dello scambio gratuito nei processi economici, un’idea messa in rilievo nel volume da Stefano Zamagni. Lo scambio di mercato di beni e servizi non può operare adeguatamente senza il dono libero e gratuito della mutua fiducia e della reciprocità, così duramente indebolite dalla stretta creditizia globale.

Papa Benedetto XVI chiede una economia civile che rappresenti una radicale posizione “media” tra la prospettiva esclusivamente religiosa e quella strettamente laicista. La fede può portare a concezioni forti del bene comune e alla convinzione che il comportamento umano, quando disciplinato e guidato, può cominciare ad agire in modo più caritatevole. Ciò può comportare anche conseguenze dal punto di vista secolare: più le iniziative basate sulla fede avranno successo anche in termini laici (ad esempio, maggiore sicurezza economica, equità, sostenibilità e partecipazione civica), più facile sarà per le istituzioni secolari adottare elementi di questo approccio, senza tuttavia far proprie le sue basi religiose. La concezione di Benedetto di una economia politica alternativa può essere così accolta sia da chi ha fede e sia da chi non ne ha.



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