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ISLAM/ Sbai: povera Italia, "mecca" dei nuovi integralisti

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In Italia sono vent’anni che non c’è una intellettualità islamica: nessun pensatore, nessuno scrittore, nessun critico, nessun giornalista che dica la sua. Vorrà dire qualcosa. Io stessa, quando ho provato di liberare la donna dal burqa, ho trovato intellettuali italiani pronti a scagliarsi contro di me.

Lei critica aspramente i Fratelli musulmani, che nel nuovo Egitto sono una delle prime forze politiche. Rimpiange Mubarak?

No, non rimpiango né Mubarak né Gheddafi. Ma in Egitto i moderati sono sotto choc, in tanti stanno scappando, perché il Paese rischia di ritrovarsi con un parlamento di salafiti. I Fratelli musulmani hanno fatto una mossa geniale: avevano la nomea di integralisti e jihadisti, allora hanno pensato bene di dividere il gruppo tra moderati e salafiti. Così ognuno può fare il suo lavoro.

Il suo scenario è molto fosco. Non ci sono speranze per il Medio oriente?

Al contrario. Penso che la vera rivoluzione potrebbe partire proprio dall’Iran, il cui popolo è stato l’unico, fino ad oggi, a vedere il vero volto estremista della Fratellanza musulmana e a sperimentarlo sulla propria pelle. Ricordo, per chi non lo sapesse, che Khomeini era un fratello musulmano. Se il popolo iraniano riuscisse a portare a compimento la rivoluzione che aveva cominciato ma nella quale nessuno lo ha aiutato, molto potrebbe cambiare. Sarebbe uno tsunami al contrario.

(Federico Ferraù)





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