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GIORNALI/ Barcellona: c'è chi vuol consegnare il nostro destino ai tecnici

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L’ultima scoperta di Corbellini, prospettata come la verità delle verità nell’articolo intitolato “I geni dell’autoinganno” e apparso sull’ultimo domenicale del Sole 24 Ore, è che tutti coloro che continuano a praticare l’interpretazione dei processi sociali secondo i principi dell’interrogazione filosofica sono artefici della riproduzione di una “menzogna universale” che viene spacciata per ricerca dei significati della storia umana. Corbellini scrive testualmente (recensendo un libro di Robert Trives) che “a partire dalla religione, che si basa per definizione su falsità, tutti i saperi umani diversi dal sapere scientifico in senso stretto sono stati e continuano ad essere uno strumento dell’autoinganno che colpisce i sistemi della conoscenza”. Accusa di una perentorietà implacabile se si considera che, secondo Corbellini, “l’autoinganno è all’origine delle più terribili tragedie che vanno dalle separazioni familiari, alle guerre, ai disastri aerei e spaziali, alle manipolazioni dei fatti storici dove le nazioni si raccontano falsità nel presunto interesse delle cosiddette patrie”. 

Ho scoperto così alla mia veneranda età di essere stato complice inconsapevole di crimini efferati e di portare sulle spalle la responsabilità di avere ingannato me stesso e tutti coloro con cui ho condiviso l’esperienza del mio impegno sociale, culturale e scientifico. 

La difesa ad oltranza da parte di Corbellini del metodo scientifico, fondato sulla verificabilità empirica come unico metodo di ricerca che autorizza a prendere la parola sulle questioni del mondo, non lascia scampo a nessuno di quelli che continuano a considerare l’essere umano una complessità mai completamente accessibile, e la nostra stessa civiltà come un enigma nella vicenda dell’intero universo. 

Corbellini, commentando il volume di Trives sopra richiamato, sostiene che i genitori, per favorire la diffusione dei propri geni, ingannano i figli e si autoingannano affermando che operano soltanto per realizzare il loro bene. Per seguire l’egoismo genetico della difesa ad oltranza del proprio patrimonio personale o di gruppo, gli esseri umani contrasterebbero con la menzogna la verità del processo evolutivo che è documentato da tutta la biologia. L’autoinganno e la menzogna si sarebbero sviluppati per rendere efficace l’interpretazione del mondo più conveniente alla propria sopravvivenza inducendo gli uomini ad ingannare se stessi e gli altri. A causa di questa persistenza dell’attitudine a mentire, si è prodotto un conflitto genetico da cui dipendono le sorti dell’umanità. Una parte delle informazioni che riceviamo secondo la sequenza delle mappe dei percorsi di vita segnati nel nostro Dna sono veritiere e consentono a livello inconscio di realizzare l’autenticità degli stimoli naturali, legati alla catena biologica mentre, al contrario, la parte delle informazioni elaborata consapevolmente è falsa: la coscienza umana è in realtà un luogo di manipolazione e di inganno che contrasta le tendenze naturali, inscritte nella nostra vicenda biologica a partire dal programma genetico di cui siamo espressione.



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COMMENTI
23/04/2012 - Lo scientismo della falsificabilità popperiana (Salvatore Ragonesi)

Pietro Barcellona spende inutilmente il suo tempo assai prezioso a contestare impostazioni, posizioni e metodi di dubbio valore, e comunque anacronistici, perché sono stati di moda, se ben ricordo, negli anni Ottanta del Novecento e poi hanno subìto una veloce decadenza. Lo scientismo metodologico della falsificabilità popperiana, in quanto applicato presuntuosamente e indiscriminatamente a tutti i fatti della natura, della storia e della psiche, non regge ad una visione aperta, problematica e non deterministica della vita. Il meccanicismo dei tecnici è, secondo il mio modesto avviso, il fallimento della vera scientificità, che non è, come si crede, ripetizione dell'identico e passiva e forzata sottomissione alle stesse leggi (di per sé in evoluzione) di un unico settore della realtà.