BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Quella vecchia zia che sta nel cuore dell’America Latina

Pubblicazione:

Messico, guerra ai narcos (InfoPhoto)  Messico, guerra ai narcos (InfoPhoto)

Quello però che fa di questi spaccati di umanità latinoamericana un’opera letteraria è che ciò che vogliono dire deborda il limite storico e geografico in cui l’azione si svolge ed assume una connotazione universale. Niente di predicatorio o di definitorio, intendiamoci. Anzi Alver Metalli in tutti e tre i racconti lascia intenzionalmente aperto, o solo accennato, il finale. Non è la definizione che gli interessa, ma una dinamica. La prima avrebbe il cattivo sapore di una ricetta che va bene solo per luoghi e persone di cui si parla; la seconda me la sento addosso anch’io che in Sudamerica ci sono stato solo una volta e di scappata.

La dinamica è quella dell’attesa che, già di per se stessa anticipa in qualche modo ciò che si attende; così gli abitanti del villaggio assetato ne hanno già trasformato ed abbellito il volto semplicemente mettendosi in azione per ricevere l’uomo dell’acqua che non si sa se arriverà. La dinamica è quella dell’affidarsi per uno che sa che non ce la farà mai a togliersi da solo un vizio come quello di fumare del protagonista del secondo racconto. La dinamica è quella della pietà che differenzia il poliziotto Paternoster dai suoi volgari colleghi, del tutto indifferenti alle sofferenze dei poveracci che scavalcano il muro. Per loro è una questione di routine acciuffarli e rimandarli di là; Paternoster non ce la fa: gli rodono dentro le massime bibliche di zia Concezione.

 

Alver Metalli, L’uomo dell’acqua, Gallucci, Roma 2012



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.