BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Perché Petrarca e Leopardi non hanno trovato la "primavera" che cerchiamo?

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

È il sorriso che ci cattura in questi giorni, e che non è affatto spensierato, senza lacrime. Come gli occhi di Silvia, «lieta e pensosa», questi sorrisi primaverili sono «ridenti e fuggitivi». Come si può essere tanto beoti da non accorgersi che un sorriso è fuggitivo? Ma come si può essere così rassegnati da accettare che un sorriso sia fuggitivo?

Proprio in questi giorni di primavera, che speriamo non ci scappino via troppo presto, torna anche la Pasqua di resurrezione: cioè la notizia di una primavera che muore ma risorge, di un amore che viene ad abitare la realtà (fino a dare la vita per un «suo dolce amore»: «per me») e che non va più via, l’annuncio di un fatto in cui l’immortalità diventa possibile, l’eterno non rimane più soltanto un pensiero sconfitto, e «il gioir s’insempra», per dirla con Dante (quel gioire che troppe volte, troppo presto, ci si strozza in gola): «qui primavera sempre e ogne frutto». Ma per cogliere il «diem» di questa resurrezione, per non darla per scontata, per verificare se anch’essa arrivi «per me», ci vuole il bisogno tremendo che la primavera non finisca.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.