BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SETTIMANA SANTA/ Il Papa e quello “sguardo di benedizione” che riceviamo da Cristo

Pubblicazione:

Papa Benedetto XVI (Foto: Infophoto)  Papa Benedetto XVI (Foto: Infophoto)

Ora, che attendo, Signore?

In te la mia speranza.

Sto in silenzio, non apro bocca,

perché sei tu che agisci.

 

Nella Settimana Santa questi versetti del salmo 38 acquistano un valore più ampio di quello della circostanza della malattia del salmista: rivivendo gli ultimi giorni della vicenda terrena di Gesù, partecipando ai tanti episodi di dolore e di male che accadono, chi non avverte che l’invito al raccoglimento diventi l’unica cosa necessaria per non disperdere la grazia dell’Unico che  salva?

Nell’omelia della Domenica delle Palme il Papa ha riletto l’ingresso di Gesù a Gerusalemme alla luce della benedizione promessa ad Abramo: in te saranno benedette tutte le famiglie della terra,

 

una benedizione che tutto permea, tutto sostiene, tutto redime, tutto santifica.

Lo sguardo che il credente riceve da Cristo è lo sguardo della benedizione: uno sguardo sapiente e amorevole, capace di cogliere la bellezza del mondo e di compatirne la fragilità. In questo sguardo traspare lo sguardo stesso di Dio sugli uomini che Egli ama e sulla creazione, opera delle sue mani.

 

A questo punto Egli cita il Libro della Sapienza:

 

Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,

chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento.

Tu infatti ami tutte le cose che esistono

e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato.

Tu sei indulgente con tutte le cose,

perché sono tue, Signore, amante della vita.

 

Prevale anche in questa occasione la via costante in Benedetto XVI, quella della gioia, della lode, del ringraziamento.

Ognuno ha la possibilità di comprendere che essa non è facile positività, piuttosto è la richiesta di rispondere a una questione cruciale: chi è per noi Gesù di Nazareth?



© Riproduzione Riservata.