Cultura
venerdì 6 aprile 2012
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Dalla fusione di tre devozioni, presenti soprattutto in Germania e nei Paesi Bassi dal XV secolo, si sviluppò la Via Crucis nei suoi caratteri attuali: la devozione alle «cadute di Cristo» sotto la croce; la devozione ai «cammini dolorosi di Cristo», che consiste nella processione da una chiesa all'altra in memoria dei percorsi di dolore compiuti da Cristo durante la sua passione; la devozione alle «stazioni di Cristo», ossia i momenti in cui Gesù si ferma lungo il cammino verso il Calvario, costretto dai carnefici, o distrutto dalla fatica e dalle ferite oppure nell’incontro con le donne e gli uomini lungo il suo cammino. L’ultimo passaggio fino alla forma attuale della Via Crucis, con le stesse quattordici stazioni disposte nello stesso ordine, è avvenuto in Spagna nella prima metà del XVII secolo, soprattutto in ambienti francescani. Dalla Spagna il rito della Via Crucis arrivò in Sardegna, che era sotto il dominio di questa corona, quindi in Italia, dove fu diffuso soprattutto grazie all’impegno di San Leonardo da Porto Maurizio (+ 1751), frate minore e instancabile missionario che eresse di persona oltre 572 Via Crucis.
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