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PAPA/ Se l’obbedienza è una virtù che ci fa conoscere Cristo

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Per grazia incontrai dopo un anno  o poco più alcuni universitari, che mi condussero  a incontrare nella mia esperienza umana ciò che avevo studiato sui libri. Ricordo che alla prima riunione cui partecipai non compresi quasi nulla del loro linguaggio ermetico, ma due cose mi colpirono: il richiamo all’unità e all’obbedienza reciproca.

A me, abituato all’individualismo e a decidere da solo, non era certamente facile accettare quella provocazione. Passarono alcuni mesi di riflessione e di rinvii. La vacanza estiva con gli universitari di Roma fu decisiva per intraprendere assieme ai primi amici di Napoli un’esperienza che segna ancora oggi in maniera decisiva la mia vita e la loro. Cristo non è un’idea, ma una Persona.

La celebrazione della Messa crismale di ieri in S. Pietro è come se avesse riportato di colpo a quarant’anni addietro. Il Papa ha fatto riferimento esplicito al movimento di preti dell’Austria e di paesi limitrofi, chiedendo e annotando con delicatezza: La disobbedienza è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove – per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi.

Ha posto poi la domanda: Ma la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?

Qui è il punto. L’alternativa è tra l’adesione, la conformazione a Cristo o la spinta disperata a fare qualcosa secondo i miei desideri e le mie idee. La grazia incontrata mi spinge nella prima direzione. La tristezza accompagna la percezione che per molti, in particolare per i sacerdoti, la seconda è quella più seguita.

La preghiera in questo Venerdì santo è che sia dato anche a loro di poter incontrare non un’idea, ma una Persona, come Benedetto XVI ci ha spesso richiamato e che ieri, con commozione, ho sentito ripetere da un mio Confratello ottantottenne.

 

(Antonio Puca)



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