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J'ACCUSE/ Barcellona: ecco la "secessione" che dividerà l’Italia

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Dobbiamo perciò scavare oltre le responsabilità di questo o quell’altro governo per cercare di capire le ragioni più specifiche e peculiari dell’accadere del suicidio nella società nella quale viviamo. A mio parere nella società del nostro tempo, in cui assistiamo a questo continuo notiziario e alle piccole biografie dei suicidi, non possiamo fare a meno di proporre ipotesi per un’interpretazione meno superficiale di ciò che accade in tante parti del Paese e in tante parti dell’Europa. I suicidi di fronte alla crisi economica e gli atti di follia omicida che scandiscono le nostre stagioni sono a mio parere il segno di una crisi della nostra civiltà e dei suoi presupposti etico-sociali. Certo, non c’è una correlazione causale tra la disfatta della politica, il declino dei partiti e delle organizzazioni di massa, e la solitudine disperata di un operaio o di un imprenditore, ma credo che non ci sia dubbio che nella società contemporanea si siano dissolti quei vincoli di appartenenza politico-sociale ad un partito, ad un sindacato o ad una chiesa che una volta ti facevano sentire meno terribile il vuoto dell’isolamento e l’insensatezza della tua giornata che, rottosi ogni equilibrio tra sé e il mondo esterno, ti precipitavano nell’ossessione dei pensieri più terrificanti.

Più che del governo Monti, io parlerei di una responsabilità della politica e delle élite del nostro Paese che non riescono più a fornire a nessun individuo le motivazioni per stare insieme agli altri per proporsi di costruire un futuro comune. In questi decenni di avventura neoliberista, il primato assoluto dell’economia finanziaria ha asciugato le risorse affettive e le possibili passioni di ciascuna persona. Come ricorda Paul Zweig nel suo celebre libro L’eresia dell’amore di sé, la crisi dell’impero romano distrusse il tessuto di motivazioni che tenevano insieme la Repubblica e, mentre il discorso pubblico diventava sempre più falso e finto, molti si rifugiarono nel discorso privato e nei linguaggi religiosi ed emotivi che non solo erano antiautoritari ma erano anche antisociali. L’Imperatore non riusciva più a garantire la lealtà spirituale dei suoi sudditi che cercarono così la via della salvezza in altre culture e infine nel cristianesimo. Si verificò allora una secessione generalizzata del popolo dai propri governanti che portò poi alla disgregazione catastrofica dell’impero e alla nascita di un nuovo mondo.

Oggi sono crollate le nuove divinità della globalizzazione, l’estensione del benessere e la liberazione dai  vincoli del passato. Una nuova schiavitù incombe sulla vita di tutti giacché la perdita del significato del lavoro umano, nel modello di competizione universale, sembra destinare tutte le popolazioni delle aree più deboli ed emarginate ad una forma di schiavitù di tipo cinese, in cui il dispotismo della struttura tecno-economica condanna tutto il resto del popolo alla povertà e alla dipendenza. Le visite di Monti ai Paesi orientali e le strette di mano ai dirigenti cinesi e coreani sono uno spettacolo che dovrebbe turbare la coscienza di tutti gli europei. Dopo la predicazione dei diritti umani e le mille lotte fatte da giovani studenti, dagli Stati Uniti all’Europa, per il riconoscimento della dignità delle persone, i nostri capi di Stato concludono affari commerciali, assolutamente indifferenti alla condizione reale della massa degli abitanti della Cina e della Corea.



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COMMENTI
09/04/2012 - Dal comunismo al moralismo (Luca Rossini)

Ho il massimo rispetto per Barcellona, ma ogni volta che lo leggo mi convinco sempre di più che è rimasto il solito vecchio comunista, ma non più in senso storico, quanto in senso profetico-ideale. Proprio per questo - alla luce di quella geniale intuizione di Del Noce che fu l'eterogenesi dei fini - non può che tramutarsi in un vecchio moralista, che racconta ai nipotini la favola secondo cui il passato era tutta un'altra cosa ("i legami sociali distrutti dall’offensiva neoliberista") per non parlare del radioso sol dell'avvenire del comunismo, ma ovviamente quello "vero" (cioè quello che non è mai esistito semplicemente perché non potrà mai esistere): "Geminello Alvi ha scritto delle pagine terrificanti sul dispotismo orientale e sulle pratiche schiavistiche di questi nuovi regimi totalitari che si spacciano per regimi comunisti." Già, la Cina non è comunista, perché il comunismo è tutt'altro che un regime totalitario! Sinceramente mi fa un po' tenerezza, e mi auguro che possa veramente avvicinarsi a chi realmente salva l'uomo: non una favola, non un partito, non la classe operaia o quella padronale, bensì Gesù Cristo.

 
09/04/2012 - Bellissimo (ANTONIO Saini)

Bellissomo articolo. Anche se un po' lungo val la pena leggerlo. Mi chiedo perchè in un momento di crisi si faccia un governo di "professori" (tecnici senza "anima") anzichè un governo di "pensatori". Magari affiancati da tecnici che ne traducano in pratica le idee, ma, come dice il card. Scola in altro confronto, si sappia "chi conduce la danza".

 
09/04/2012 - nel 2009 (Diego Perna)

Quando giá alcuni nel 2009 , me compreso, pensavano cose del genere, che a leggerle oggi mettono in uno stato d' ansia permenente, avevano quasi timore a dirle, perchè in una sorta di festa mediatica berlusconiana che la crisi era alle spalle, giá finita, anzi non c'era mai stata, erano tacciati di catastrofismo. Oramai nessuno si stupisce più di nulla, siamo veramenta arrivati al capolinea, la finanza e chi ci sta dietro sta distruggendo il nostro lavoro e anche la nostra speranza. Rimane ormai un solo baluardo, la persona e la coscienza di se, di cosa è ancora capace di fare continuando a credere che il lavoro vale perchè e come l' aria che si respira cioè un bisogno. Vale la pena lavorare come glia artigiani medievali, ma anche contemporanei, che vedono in un lavoro ben fatto la loro ricompensa a prescindere. Se lo stato o chi per lui, finaza mercati o altro, tenteranno di toglierci questo valore, che non è quantificabile con nessuna moneta, allora dovremo combattere. È stata scatenata una guerra contro questi valori dell' uomo, contro la sua dignità, la sua umanitá. Non si può più fare finta di niente. Grazie Buona Pasqua