BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J'ACCUSE/ Barcellona: ecco la "secessione" che dividerà l’Italia

Pubblicazione:

Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Geminello Alvi ha scritto delle pagine terrificanti sul dispotismo orientale e sulle pratiche schiavistiche di questi nuovi regimi totalitari che si spacciano per regimi comunisti. Eppure, sulla stampa italiana ed europea, la politica di alleanza commerciale viene osannata nonostante rappresenti l’esatto contrario dell’ideologia liberale e del modello economico liberistico in base al quale poi si condanna la Grecia al fallimento e alla miseria. Se si scorrono le cronache dei dirigenti cinesi e coreani c’è da restare allibiti per l’ipocrisia dei commenti che plaudono ad una cooperazione proprio con le potenze che stanno cercando di conquistare un potere egemonico sull’intero pianeta, attraverso lo sfruttamento del lavoro.

È in questo clima di finzione che appare davvero vano il tentativo di alcuni veterani delle lotte politiche italiane di costituire un nuovo soggetto politico che sanzioni la fine dei partiti e dei sindacati ufficiali e che dia vita ad una forma nuova ed inedita di democrazia partecipata. Su Il Manifesto di giovedì 5 aprile, Rossana Rossanda (della quale non sono un ammiratore incondizionato) ha giustamente irriso a questo ennesimo tentativo di inventarsi sulla carta un nuovo soggetto politico che non nasce dalla realtà di lotte territoriali e di quartiere ma da astruse concettualizzazioni sulla rilevanza dei nuovi beni comuni da affidare alla gestione diretta degli utenti (come l’energia e le autostrade) e di un nuovo diritto pubblico che introduca forme di democrazia diretta. Rispetto alla drammaticità della situazione attuale del conflitto dei poteri, le proposte del nuovo soggetto politico mi danno la sensazione di chi vuole combattere l’arrivo dei marziani con le bombolette del Ddt, come se si trattasse di una straordinaria invasione di zanzare.

Il tema della riorganizzazione sociale della democrazia è un tema cruciale, giacché la crisi della politica è anche una devastante crisi democratica, ma è veramente velleitario pensare che questa crisi possa essere contrastata attraverso facebook e twitter, e non già invece dalla capacità di creare in ogni territorio comitati di tutela e di difesa degli interessi dei lavoratori  dei cittadini. Solo lotte concrete per costruire una scuola o per impedire il saccheggio urbanistico di una zona ancora integra possono fare emergere nuove forme dello stare insieme, individuando mete e obiettivi intermedi, capaci di dare senso alle mobilitazioni sociali. Ma tutto questo non può avvenire con l’unico scopo distruttivo di cancellare dalla storia dell’Europa il ruolo dei partiti e dei sindacati, giacché solo una democrazia organizzata attraverso i corpi intermedi può sviluppare un nuovo senso di appartenenza capace di ricostruire i legami sociali distrutti dall’offensiva neoliberista.

La denuncia della indecente diffusione della corruzione delle amministrazioni dei partiti e dei loro dirigenti è più che sacrosanta, ma non si è mai posto rimedio a questo problema che riguarda la cultura diffusa del Paese senza una rimessa in campo di conflitti veri e di lotte sociali capaci di modificare gli equilibri territoriali del sistema dei poteri. Non credo che debba sorgere accanto al Pd una lista civica di cittadini buoni e virtuosi, ma occorre dare battaglia dentro ciò che esiste perché siano rapidamente sostituite le figure logorate da anni di presenza pubblica inefficace.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/04/2012 - Dal comunismo al moralismo (Luca Rossini)

Ho il massimo rispetto per Barcellona, ma ogni volta che lo leggo mi convinco sempre di più che è rimasto il solito vecchio comunista, ma non più in senso storico, quanto in senso profetico-ideale. Proprio per questo - alla luce di quella geniale intuizione di Del Noce che fu l'eterogenesi dei fini - non può che tramutarsi in un vecchio moralista, che racconta ai nipotini la favola secondo cui il passato era tutta un'altra cosa ("i legami sociali distrutti dall’offensiva neoliberista") per non parlare del radioso sol dell'avvenire del comunismo, ma ovviamente quello "vero" (cioè quello che non è mai esistito semplicemente perché non potrà mai esistere): "Geminello Alvi ha scritto delle pagine terrificanti sul dispotismo orientale e sulle pratiche schiavistiche di questi nuovi regimi totalitari che si spacciano per regimi comunisti." Già, la Cina non è comunista, perché il comunismo è tutt'altro che un regime totalitario! Sinceramente mi fa un po' tenerezza, e mi auguro che possa veramente avvicinarsi a chi realmente salva l'uomo: non una favola, non un partito, non la classe operaia o quella padronale, bensì Gesù Cristo.

 
09/04/2012 - Bellissimo (ANTONIO Saini)

Bellissomo articolo. Anche se un po' lungo val la pena leggerlo. Mi chiedo perchè in un momento di crisi si faccia un governo di "professori" (tecnici senza "anima") anzichè un governo di "pensatori". Magari affiancati da tecnici che ne traducano in pratica le idee, ma, come dice il card. Scola in altro confronto, si sappia "chi conduce la danza".

 
09/04/2012 - nel 2009 (Diego Perna)

Quando giá alcuni nel 2009 , me compreso, pensavano cose del genere, che a leggerle oggi mettono in uno stato d' ansia permenente, avevano quasi timore a dirle, perchè in una sorta di festa mediatica berlusconiana che la crisi era alle spalle, giá finita, anzi non c'era mai stata, erano tacciati di catastrofismo. Oramai nessuno si stupisce più di nulla, siamo veramenta arrivati al capolinea, la finanza e chi ci sta dietro sta distruggendo il nostro lavoro e anche la nostra speranza. Rimane ormai un solo baluardo, la persona e la coscienza di se, di cosa è ancora capace di fare continuando a credere che il lavoro vale perchè e come l' aria che si respira cioè un bisogno. Vale la pena lavorare come glia artigiani medievali, ma anche contemporanei, che vedono in un lavoro ben fatto la loro ricompensa a prescindere. Se lo stato o chi per lui, finaza mercati o altro, tenteranno di toglierci questo valore, che non è quantificabile con nessuna moneta, allora dovremo combattere. È stata scatenata una guerra contro questi valori dell' uomo, contro la sua dignità, la sua umanitá. Non si può più fare finta di niente. Grazie Buona Pasqua