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LETTURE/ 1. Il Medioevo "impeccabile" che smentisce i soliti romanzi

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Arruolato nelle milizie di Landolfo, Folco si trova coinvolto nelle guerre che oppongono fazione a fazione, città a città, sostenitori del Papa e partigiani dell’imperatore, sperimenta la fraternità che nasce coi commilitoni sul campo di battaglia e scopre di quanto tradimento siano capaci quelli che sembrano amici. Tra uno scontro e l’altro si innamora, prima di una fanciulla promessa a un giovane del campo avverso, poi di una seconda; ed è anche – paradossalmente – grazie all’esperienza dell’amore con queste donne che Folco comprende poco a poco quale sarà la sua vocazione: «guerriero di Dio», monaco e cavaliere a un tempo, secondo la rivoluzionaria proposta che san Bernardo sta predicando anche a Milano. Un racconto insomma che attraverso avventura, amore e amicizia mette a tema la questione di tutti, per che cosa vale la pena spendere la vita.

E pazienza se la lettura è resa piuttosto impegnativa da una sovrabbondanza di metafore e da salti di registro linguistico spesso arditi e originali, ma più adatti a fermare lo sguardo del lettore sul verso di una poesia che a farlo scorrere in avanti nello svolgimento di un romanzo: Fadigati è giovane, ha talento, deve solo imparare a disciplinarlo; e il seguito – che il finale aperto delle Torripre annunzia inevitabile – confermerà il suo valore.

Francesco Fadigati, La congiura delle torri, ed. Bolis, pagg. 350, euro 14.

 

(Roberto Persico)



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