BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Dawson, Ratzinger e il "mito" della società cristiana

Pubblicazione:

Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

Bisogna “cristianizzare” il potere e l’etica collettiva, oppure la storia ci costringe a competere, con tutta la ricchezza del nostro bagaglio di umanità e di sapienza del vivere, fianco a fianco con gli altri soggetti portatori di identità e di strategie diverse, dentro lo spazio aperto di una società “laica” in senso plurale, che invece di diventare il deserto dell’omologazione consumista potrebbe tornare a rigenerarsi come il luogo del confronto e della costruzione comune, per restituire all’uomo il dominio della potenza e della ricchezza che egli ha saputo creare muovendo dalle sue antiche radici irrorate dalla ricerca spasmodica dell’Infinito?

Oltrepassando Dawson e le sue matrici inevitabilmente datate di pensiero, possiamo arrivare ad accettare pienamente l’idea (per esempio: ratzingeriana) che non esista solo una laicità distruttiva e anticristiana. Ci può essere oggi, fuori da una “cristianità” politico-sociale decaduta e dissolta forse per sempre, una laicità intesa come lo spazio distinto e specifico del mondo secolare con cui lo spazio ecclesiale deve interagire senza confondersi e senza mai, d’altra parte, separarsi del tutto: una laicità post-ideologica, in un certo senso neutra o “positiva”, continuamente da rimodellare e da rinegoziare nei suoi indirizzi e nei suoi contenuti, in cui anche il cristianesimo, o i laici cristiani in quanto cittadini a pari titolo degli altri – Deus charitas est, 29 – mantengano tutto il loro ruolo di minoranza creativa investita di responsabilità per il bene generale dei propri simili. Concorrendo all’edificazione di un mondo giuridico-politico e di un universo sociale che non potranno mai esaurire in sé la sempre rifiorente ricchezza dei segni e delle anticipazioni di un divino desideroso di rendersi visibile in mezzo agli uomini, per farsi accogliere da loro in quanto soggetti viventi.

(2 – fine)

 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.