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EDUCAZIONE/ Istruzioni per lasciarsi "sorprendere" dai propri figli

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Con i figli in fondo è così, si tratta sempre di “beauty of the unexpected”. Per carità, non si tratta certo di rifiutare anacronisticamente e aprioristicamente le opportunità offerte dalle biotecnologie. Ciascuno faccia i suoi conti con il senso di un certo approccio, senso proprio inteso come direzione, come strada che apre, e se ritiene vantaggioso percorrerla oppure no. L’ignoranza non è mai preferibile alla conoscenza, si tratta piuttosto di cosa ce ne facciamo di ciò che sappiamo. Semplicemente si tratta di tenere presente che il figlio è in ogni caso un altro soggetto, mai pre-dicibile, sempre da scoprire piuttosto. Quand’anche mappassimo tutto il suo genoma, identificassimo ogni singola mutazione di ciascun gene, arrivassimo a conoscere ogni coppia di nucleotidi ci troveremmo davanti comunque l’imprevisto della sua libertà, del suo pensiero capace di orientarne il moto per il bene o per il male. Perché, a discapito dei nuovi profeti delle neuroscienze estreme, il soggetto non è mai pre-determinato. Né da natura né da cultura.

Anche nella nostra vita, ciò che si configura come patologia è sempre scabrosamente prevedibile, pensiamo alle paure o alle compulsioni delle nostre personali nevrosi: sempre le stesse, banalmente scontate, immutate da anni, anzi da secoli per il fatto di essere state le stesse anche in chi ci ha preceduti. Il massimo di originalità nella patologia tocca imbarazzanti vette di scontatezza. Se esiste invece una cifra della normalità, anche psichica, sta tutta nella varietà, nella possibilità di sorprenderci. In fondo libertà, varietà e pensiero (orientante) potrebbero suonare come sinonimi.

Per questo non tifo affatto per www.23andme.com, anche e forse soprattutto dal punto di vista grammaticale. Semmai proporrei di registrare un nuovo dominio: www.23andI.com. Passare da “me” complemento, ad “io” soggetto potrebbe rappresentare il passo che segna la svolta per noi e i nostri minori. Perché ventitré coppie di cromosomi ci sono e sicuramente hanno i loro potenti effetti, ma il primato resta al soggetto, non solo non predicibile, ma sempre irriducibile alla pura natura biologica.

Lasciamoci sorprendere dai nostri figli.



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