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STORIA/ Quei martiri cristiani del comunismo dimenticati dall’Occidente

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Il beato Jerzy Popieluszko (1947-1984), prete polacco ucciso dai comunisti (immagine d'archivio)  Il beato Jerzy Popieluszko (1947-1984), prete polacco ucciso dai comunisti (immagine d'archivio)

Una data importante nella percezione che ha avuto l’occidente dei regimi comunisti è stata la pubblicazione dell’Arcipelago Gulag di Aleksandr Solženicyn, nel 1974. Essa segna la fine dell’«illusione comunista» – per riprendere il titolo del libro di François Furet. La deriva totalitaria e criminale dei regimi comunisti non poteva più essere considerata come un semplice accidente di percorso, imputabile alla paranoia di un tiranno sanguinario come Stalin, ma si trovava inscritta nella logica stessa dell’ateismo marxista. La fine dell’illusione comunista favorirà, come in Polonia, il riavvicinamento della Chiesa con gli ambienti della dissidenza e permetterà la grande rivoluzione pacifica verso la democrazia che si ebbe alla fine degli anni 80.

Perché il nazismo, con i suoi orrori, resta sempre presente come un monito per la coscienza dei nostri giorni, mentre il totalitarismo comunista tende a sfumarsi, a perdere i propri connotati ideologici e criminali?

Ci sono senza dubbio molti fattori. Il comunismo continua ad apparire agli occhi di molti, malgrado tutti i suoi crimini, come un’ideologia del progresso destinata a promuovere il bene dell’umanità intera. Il gulag, i salari da fame e le deportazioni non sarebbero stati altro che tragici incidenti di percorso imputabili alla paranoia di Stalin. Mentre, al contrario, la Shoah è presentata come l’approdo estremo del progetto nazionalsocialista. Questa visione è riuscita ad imporsi nei media grazie a ciò che si può chiamare a buon diritto una forma di egemonia intellettuale della sinistra. Ciò detto, libri importanti apparsi in Francia alla fine degli anni 90 – quello di François Furet, Il passato di un’illusione. Saggio sull’idea comunista nel XX secolo, e soprattutto Il libro nero del comunismo sotto la direzione di Stéphane Courtois –, hanno avuto un certo impatto sull’opinione pubblica. Questi studi hanno messo in evidenza la supremazia dell’ideologia comunista e la natura criminale dei regimi comunisti che quell’ideologia ha fatto nascere.

In questa diversità di valutazione hanno avuto un ruolo anche le cosiddette «democrazie popolari»?

Non so se le democrazie popolari hanno contribuito a questa cecità nell’opinione pubblica occidentale. Il fatto che il comunismo, a differenza del nazismo, sia non solo sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, ma che ne sia uscito rafforzato sul piano politico, ha giocato il suo ruolo. Molti cristiani hanno ceduto alla tentazione del comunismo negli anni 50 e 60. La Chiesa stessa scelse di non condannare formalmente il comunismo durante il Concilio Vaticano II. Bisognava ad ogni costo salvaguardare la pace e promuovere la distensione tra i due blocchi. Nessuno immaginava che la fine del comunismo fosse così vicina.

Perché il comunismo viene sempre giudicato in base alle intenzioni e non in base ai suoi reali effetti? Per esempio, in un grande classico della letteratura come Se questo è un uomo, l’autore, Primo Levi, dice che i Lager erano una macchina appositamente studiata per lo sterminio, mentre i Gulag tendevano alla rieducazione, non all’annichilimento, e dunque, fatte le debite proporzioni, erano meno «gravi».



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COMMENTI
30/05/2012 - La forza criminale del comunismo è sconfinata (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

E' contro l'uomo e la sua realizzazione in ogni parte del mondo. E' una forza distruttiva dell'avversario nelle democrazie come in Italia avviene anche oggi . La sua forza subdola e pianificatrice della sudditanza psicologica e morale oltre alla vigliaccheria che le è insita nella prassi ha scatenato il Fascismo ed il Nazismo che sono stati vissuti ed interpretati all'epoca come MEDICINA alla malattia sociale del Comunismo. Il Nazismo è stato una forza distruttrice a causa dell'emergere delle forze istintuali lasciate che fossero incontrollate nel periodo bellico e contro gli ebrei anche prima. La forza distruttrice del Comunismo sta nella stessa distruzione psicologica e morale degli uomini per salvaguardare un principio di verità e di giustizia mistificato e che di fatto non esiste.