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STORIA/ Quei martiri cristiani del comunismo dimenticati dall’Occidente

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Il beato Jerzy Popieluszko (1947-1984), prete polacco ucciso dai comunisti (immagine d'archivio)  Il beato Jerzy Popieluszko (1947-1984), prete polacco ucciso dai comunisti (immagine d'archivio)

A dispetto delle loro somiglianze, c’è senza dubbio nel nazismo una sacralizzazione della violenza, un aspetto di forza bruta che non si trova nello stesso grado nel comunismo. Papa Pio XI condannò molto efficacemente l’ideologia razzista del nazismo come una forma di «neopaganesimo». La Shoah, in quanto politica di sterminio sistematico e pianificato del popolo ebraico in Europa, è senza precedenti: ha un carattere di unicità e di singolarità che i crimini, anch’essi spaventosi, del comunismo non hanno.

Il comunismo come ideologia viene interpretato da molti come l’ultima utopia universalistica dell’Occidente. La genesi occidentale può essere un fattore culturale che limita, più o meno inconsciamente, una riflessione e una memoria europea sul comunismo?

Non so se vi si possa vedere un fattore determinante. Dopo tutto, il fascismo e il nazismo sono ideologie occidentali che si pongono in reazione rispetto all’eredità universalista del cristianesimo e dei Lumi, e non come loro prolungamento come fa invece l’utopia comunista.

Qual è la situazione degli studi su questo tema?

Il mio libro non è che un primo tentativo di sintesi di una storia ancora in cantiere. Ognuna delle dimensioni del conflitto che esso affronta (politica, intellettuale, culturale, religiosa) meriterebbe di essere approfondita sulla base dei nuovi archivi, soprattutto per il periodo della guerra fredda. Per quanto riguarda il Vaticano, l’apertura annunciata come prossima ventura degli archivi del pontificato di Pio XII dovrebbe permettere di chiarire in profondità molti degli episodi riportati nel libro.




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COMMENTI
30/05/2012 - La forza criminale del comunismo è sconfinata (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

E' contro l'uomo e la sua realizzazione in ogni parte del mondo. E' una forza distruttiva dell'avversario nelle democrazie come in Italia avviene anche oggi . La sua forza subdola e pianificatrice della sudditanza psicologica e morale oltre alla vigliaccheria che le è insita nella prassi ha scatenato il Fascismo ed il Nazismo che sono stati vissuti ed interpretati all'epoca come MEDICINA alla malattia sociale del Comunismo. Il Nazismo è stato una forza distruttrice a causa dell'emergere delle forze istintuali lasciate che fossero incontrollate nel periodo bellico e contro gli ebrei anche prima. La forza distruttrice del Comunismo sta nella stessa distruzione psicologica e morale degli uomini per salvaguardare un principio di verità e di giustizia mistificato e che di fatto non esiste.