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IDEE/ Barcellona: non basteranno Saviano e il reddito minimo a farci uscire dalla crisi (dei giovani)

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Un paese di macerie? (Infophoto)  Un paese di macerie? (Infophoto)

La comunicazione politica affidata ai media rappresenta un "ceto" che appare sempre più distante da sofferenze e attese quotidiane. La novità dell'ultimo periodo è che alle parole "rigore" e "sacrifici" viene retoricamente aggiunta la parola "crescita", con un'enfasi sempre maggiore. I fatti che si squadernano invece nella dimensione del vivere quotidiano sono a dir poco devastanti: la disoccupazione cresce, la corruzione penetra i livelli anche più bassi, le imprese falliscono per mancanza di credito, la solitudine dei giovani e degli anziani traspare  dai loro silenzi, lo squallore della vita pubblica lascia pochissimo spazio a iniziative culturali capaci di trasmettere messaggi educativi.

I risultati dell'azione del governo dei tecnici appaiono davvero assai miseri se si pensa che in questo periodo sono venuti fuori mostruosi esempi di corruzione politica che, dalla Lega di Bossi alla ex Margherita, hanno mostrato un traffico di denaro destinato a fini familiari e personali che ci riporta al clima del Basso Impero. Nessuno dei temi che meriterebbero urgenti segnali di svolta è stato affrontato con la decisione e la rapidità necessaria nonostante le continue esternazioni del nostro Presidente del Consiglio. La riforma della pubblica amministrazione è rimasta nei cassetti di Brunetta, la riforma dei partiti è affidata alla saggezza di Giuliano Amato, di fronte al tema dei finanziamenti pubblici Rutelli e il gruppo dirigente della Margherita continuano a difendersi dichiarando che non sapevano nulla delle malefatte del loro amministratore di fiducia. Non si riesce a vedere un barlume che faccia percepire la seria volontà di ridurre il numero dei nostri rappresentanti al Parlamento e al Senato e che cerchi di rimediare a quest'inutile duplicato di lettura delle leggi. Per consolarci da questo spettacolo di macerie il Presidente del Consiglio si preoccupa di sottolineare che in definitiva i suicidi in Italia sono meno che in Grecia e si affretta a esprimere solidarietà all'Agenzia delle Entrate, certo ingiustamente indicata come causa della sofferenza di tanti piccoli imprenditori che hanno deciso di scendere dal treno della vita.

Una trasmissione televisiva che ha cercato di proporre un'innovazione rispetto ai servizi offerti dalla tv pubblica è andata in scena in questi giorni sotto la guida di Fazio e Saviano. La trasmissione ha avuto uno straordinario consenso della maggioranza della stampa, che se n'è occupata con grande rilievo. Certamente si è trattato di una trasmissione intelligente, con le bellissime canzoni di Elisa e qualche lettura degna di ascolto. Ma complessivamente è rimasta uno strano meticciato di spettacolo e approfondimento, senza un vero e proprio filo conduttore che permettesse di capire quale fosse il vero obiettivo perseguito, se intrattenere gradevolmente o spingere gli spettatori a mettere in moto il cervello.



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