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STORIA/ József Mindszenty, il "martire bianco" che rifiutò ogni compromesso

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Il card. Mindszenty durante un processo-farsa intentato dal regime comunista (immagine d'archivio)  Il card. Mindszenty durante un processo-farsa intentato dal regime comunista (immagine d'archivio)

Il cardinale József Mindszenty parla anche da defunto perché nemmeno da vivo poterono metterlo a tacere né con le armi, né con la tortura. E come avrebbe potuto restare in silenzio visto che come sacerdote aveva ricevuto una missione profetica, per poter parlare a tutta la gente della forza e dell’amore misericordioso di Dio? E come avrebbe fatto a non parlare quando da vescovo ricevette l’invito di annunciare il Vangelo “in ogni occasione opportuna e non opportuna (2Tm 4,2)? 

Lo rinchiusero in prigione, praticamente togliendolo dalla circolazione, per farlo tacere. Però i suoi nemici non sapevano che se si mette a tacere un discepolo di Gesù al posto suo grideranno le pietre (cfr. Lc 19,40).

Il cardinale József Mindszenty parla anche da defunto perché la sua vocazione per la morte, il suo amore per la Chiesa e per la nazione ungherese lo hanno reso ancora più eloquente. È per questo che non soltanto i cattolici ma anche i credenti protestanti ed ebrei lo hanno sentito come parte di loro. È per questo che lo hanno sentito come parte di loro non solo i credenti ma anche i non credenti ungheresi i quali hanno respinto, provando compassione, la crudeltà che avvilisce l’uomo. 

Ammiriamo orgogliosi il cardinale Mindszenty perché nessun tipo di potere o di tortura crudele hanno potuto spezzarlo. Perciò a ragione possiamo definirlo grande ungherese, vescovo coraggioso e martire di Cristo. Pur essendo consapevoli che, con quest’ultima parola, bisognerà andarci cauti fino alla beatificazione che, si spera, non si farà ormai attendere a lungo.

Ed è proprio perché il cardinale Mindszenty ci parla anche da defunto che oggi inauguriamo questa esposizione permanente. I suoi oggetti, gli abiti – essi rappresentano gli oggetti muti – possono parlarci anche oggi. Rievocarci l’eroismo del cardinale il cui esempio deve donare anche a noi la forza, la costanza nella fede. Come figli odierni della sua terra natale vogliamo rendergli omaggio in occasione dell’anniversario della sua nascita.

Gentili Ospiti, prestiamo ascolto al messaggio che il cardinale József Mindszenty ci rivolge pur da defunto. Rafforziamo il suo messaggio nei tempi che viviamo con le nostre parole e con la testimonianza delle nostre vite affinché questa parola giunga anche agli altri. La sua speranza infiammi anche i nostri cuori: “Se ci sarà un milione di ungheresi in preghiera allora io non avrò paura del futuro. Dunque non dobbiamo aver paura né del presente, né del futuro.


L’articolo proposto, inedito in italiano, è il discorso tenuto da Mons. András Veres, vescovo di Szombathely, in occasione dell’apertura di una esposizione permanente dedicata al primate di Ungheria József Mindszenty (1892-1975), il 28 marzo 2012.




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