BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTERA CARRON/ Barcellona: invita i credenti a essere liberi dal potere

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

In questi anni ho sofferto molto per un equivoco che ha attraversato la mia coscienza, creandomi non pochi turbamenti: Formigoni non è stato soltanto il governatore della Lombardia ma uno dei massimi sostenitori di Berlusconi, sino al punto da ingenerare l’equivoco che il movimento di Comunione e Liberazione fosse schierato col governo di centro-destra. Personalmente ho sentito il peso di questa opzione politica come un impaccio rispetto alla mia domanda di credere in una trascendenza extramondana. Non credo che per un cristiano militante la politica sia un terreno indifferente, affidato alle scelte personali di ciascuno. Penso invece che l’orientamento a costruire il proprio progetto di vita in relazione all’evento epocale della nascita di Cristo non possa poi precipitare in una visione strumentale ad una forza politica determinata solo perché questo assicura vantaggi nell’ambito della propria cerchia di riferimento. Il cristiano, secondo la mia concezione, è allo stesso tempo impolitico e iperpolitico, perché per lui ciò che conta è la visione del mondo che si radica in una società e direi in termini più generali il progetto educativo che tiene insieme regioni e gruppi sociali che si riconoscono in un’identità culturale. Il campo di intervento di un cristiano rispetto alla politica non può essere certamente l’Aventino, ma non può essere neppure la militanza in una formazione politica che si presenta sulla scena come espressione di interessi e poteri particolari. 

Comunione e Liberazione ha una configurazione assolutamente originale: è un movimento di comunità e uno stimolo a ricreare forme più ricche di convivenza fra i gruppi che compongono la società, ma non è trasformabile in strumento operativo per l’occupazione di poteri che hanno proprie logiche e proprie regole di condotta.

Io non so a quale livello intervenire ma bisognerebbe evitare che un uomo di Comunione e Liberazione diventi il governatore di una Regione, sbilanciando l’immagine pubblica del movimento ecclesiale sul successo della sua azione di ampliamento di potere. Certo non si può immaginare che un superiore gerarchico possa richiamare il governatore di una Regione per suggerire linee di comportamento pratiche nell’ambito dei rapporti interpersonali. Tra il capo di un movimento religioso e i suoi seguaci non può istituirsi una gerarchia normativa, ma certamente bisogna trovare modalità in cui il comportamento individuale possa essere valutato e controllato nell’ambito della stessa comunità di credenti.

Nella mia esperienza politica ho vissuto con grande spirito di obbedienza le direttive che venivano dalla direzione del mio partito e ho accettato di ricoprire incarichi pubblici solo a condizione di essere confortato dalla discussione pubblica del mio operato nelle sedi competenti (comitato federale, comitato centrale, ecc.). Ovviamente non penso che si possa istituire una sorta di parallelo tra organizzazioni politiche anche idealmente motivate e movimenti religiosi. La missione di un movimento religioso trascende l’effimero accadere degli eventi politici congiunturali. Ma c’è un aspetto del credente che proprio per questo trascende ogni suo eventuale ruolo politico: egli è il testimone che nella catena vivente dei credenti ha la specifica missione di mostrare come sia possibile mortificare le proprie ambizioni narcisistiche di potere a vantaggio di una visione che cerca di parlare con tutti i propri contemporanei. L’appartenenza al movimento cristiano non può prescindere da una testimonianza pratica che manifesta l’autonomia di ciascun credente dalle forme superficiali e contingenti del consenso politico. Il cristiano ha un onere in più rispetto a qualsiasi altro cittadino: deve incarnare una testimonianza della Verità così come è stata offerta dalla vita storica di Gesù Cristo. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
08/05/2012 - Un interlocutore sincero: Barcellona (Orru Piero)

Finalmente! Questo di Barcellona è forse il migliore tra gli interventi sulla lettera di don Carrón a Repubblica! Il professore, a differenza di quasi tutti gli altri commentatori, mostra di conoscere Cl appunto per una certa simpatia:vnihil cognoscitur nisi amatur, diceva giá sant'Agostino! Per lo stesso motivo altri interlocutori rancorosi evidenziano una totale incapacità di conoscere Cl e di capire la splendida lettera di Carrón. Quel che Carrón dice in pubblico su un giornale come Repubblica sono le stesse importantissime cose che dice sempre a tutti, in ogni sede, a tutti i livelli, rivolte assolutamente come proposta alla libertà del singolo, poiché la singola persona è il vero luogo della libertà! Agli ultimi esercizi ha ribadito,dico ribadito per l'ennesima volta, che è mille volte meglio lo 0,001% dato nella libertà che il 100% dato per una qualsiasi forma di costrizione o influenza! Questo senza aggiungere nulla al metodo ed all'insegnamento di don Giussani che mai ha accetato che un singolo sacrificasse la personale felicità o la sua coscienza individuale per il movimento. Ecco perché l'azione politica dei ciellini è necessariamente libera da influenze di vertice! Non esiste in Cl un capo che abbia facoltà di imporre alcunché a qualcuno. Ogni imposizione, ogni tentativo in questo senso, diffusi soprattutto tra i preti, veniva bollato da don Giussani severamente come clericalismo: vera negazione dell'autentica autorità che niente ha a che fare col potere.

 
06/05/2012 - la fede e la vita (Duilio Sala)

Grazie a Barcellona per questo articolo, la mia fede, il mio impegno nel sociale la mia fiducia a Carron non sono messe in dubbo anzi questo momento è un'altra occasione per andare più al fondo di ciò che ho incontrato.

 
06/05/2012 - Il cristiano (luisella martin)

Dice: "..il credente è il testimone che nella catena vivente dei credenti ha la specifica missione di mostrare come sia possibile mortificare le proprie ambizioni narcisistiche di potere a vantaggio di una visione che cerca di parlare con tutti i propri contemporanei..." Le parole di Barcellona rivelano l'animo buono di una persona che cerca Cristo, ma sono molto difficili, a volte contorte. A chi ha militato nel partito che sta dalla parte del popolo semplice, vorrei dire che ciò che ho trovato in Cristo (che sempre cerco...) è la Sua straordinaria capacità di farsi comprendere da tutte le persone. La lettera di Carron ha questa caratteristica e colpisce, anche per questo, i dotti. Il cristiano é un uomo come tutti gli altri e l'essere di Comunione e liberazione non lo rende migliore degli altri, nè peggiore.

 
06/05/2012 - liberi non vuol dire fuori dal gioco (Pietro Cagni)

"il mondo ha bisogno della testimonianza pratica di una diversità morale che sfugge alle logiche scambiste e compensative dei rapporti tra istituzioni e poteri". Barcellona ha perfettamente ragione, su tutto (credo che egli sia una vera risorsa per il paese). Ma sono convinto che questa "testimonianza pratica" non possa svolgersi che sugli stessi terreni in cui imperano le logiche scambiste etc. Uomini buoni solo nelle sagrestie non sarebbero di alcuna utilità agli altri uomini. Essere nella carne, ma non vivere nella carne (Lettera a Diogneto), questa è la sfida quotidiana. Spero che il dibattito sul tema si accenda, perchè si possano trovare le nuove e necessarie forme "politiche" per la Chiesa, se la sua presenza nelle formazioni partitiche rischia di essere fagocitata, come stiamo vedendo in queste settimane.

 
06/05/2012 - Caspita!! (Diego Perna)

Il mio non è un caspita ironico, ma un caspita sincero, mi sembra un tema, quello di Cesare e la moneta, così gigantesco, ma anche semplice. Io non credo ci possa essere un politico che non abbia potere, almeno un pò diverso da quello economico. Oggi il mondo non è governato dalla politica, ma dall'economia, banche, lobby, potentati ecc. e così anche per un posto di lavoro, non solo per grosse opere pubbliche, bisogna fare i conti con questo criterio. Oggi più che mai, mi chiedo quale sia l'alternativa e se si può rimanere non invischiati in attacchi mediatici stando in posti di rilievo pubblico. É impossibile stare dentro il fango e uscire con il vestito pulito, tranne a non fare nulla. Mi scuso in anticipo se il mio commento appare banale, ma forse anch'io non credo piú che la politica esista o sia mai esistita libera dalle forze economiche e oggi finanziarie.

 
06/05/2012 - Che cosa è di Cesare e che cosa è di Dio? (Corrado Brizio)

La lettera di don Julian Carron dice una cosa: di Dio è tutto, anche il nostro male, che solo da Lui può essere riscattato e redento. Solo qui sta la grazia e la forza per ricominciare. Per questo si può scrivere quello che ha scritto. Che cosa ha Cesare di suo? "Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?", diceva Pilato a Gesù. "Tu non avresti nessun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto". E qui, mi pare, sta l'origine e la possibilità di ogni libertà umana di giocarsi là dove è chiamata. Ognuno di noi, come Pilato, sta di fronte a Cristo e sta di fronte alla Sua risposta, che sola ci può cambiare il cuore.