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INDAGINE/ Introvigne: anche la minoranza "buona" dei credenti è in pericolo

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Bisogna dire che è stato un processo lento e non drammatico, non deriva da scandali recenti come ad esempio quello relativo ai preti pedofili o a qualche scandalo del Vaticano. Occorre risalire almeno all'illuminismo e alla rivoluzione francese come fattori che hanno fortemente influenzato un pensiero di tipo anti cattolico. D'altro canto chi fa della sociologia storica può rilevare che dopo le guerre c'è stato un ritorno alla Chiesa, sia dopo la Prima che dopo la Seconda guerra mondiale. C'è chi dice addirittura che in Italia, ma in genere in tutto l'occidente, gli anni in cui ci sono stati più cattolici in contatto regolare con la Chiesa siano stati gli anni del dopoguerra, da quelli immediatamente successivi alla fine della Seconda guerra mondiale fino ai primi anni 60. Da allora comincia una erosione che, come detto, è il portato di un processo molto antico. Ricordiamo che non si parte dal cento per cento ma da circa il 50% di italiani che frequentavano la Chiesa in modo assiduo.

 

Le recenti ondate massmediatiche contro la Chiesa non avrebbero dunque avuto un effetto particolare. 

 

Effettivamente, in una zona come quella che noi abbiamo preso in esame non si è verificato alcun aumento vertiginoso di allontanamenti dalla Chiesa per scandali come ad esempio quello dei preti pedofili. 

 

Citando il poeta T. S. Eliot a proposito di questo abbandono dei credenti, sono gli uomini che hanno abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato gli uomini?

 

Quella di Eliot è una domanda senz'altro valida anche da noi, basti pensare a tutte le volte che Benedetto XVI parla della crisi dell'interpretazione avviata dal Concilio nei termini di una ermeneutica della discontinuità. Essa ha avuto conseguenze negative, pensiamo alla Sicilia stessa, dove sono state tagliate tutte le radici della religiosità popolare legate alle confraternite o alle feste popolari, secondo una sciagurata mentalità, propria degli anni 70, che ha avuto cattive conseguenze. Questo dato, ben noto anche ai vescovi, è però relativo ad un fenomeno attivo in tutta Europa. E anche altre fedi religiose, ad esempio i protestanti, hanno subito tale erosione. Esso ha anche a che fare con una diffusione massiccia dell'edonismo, del materialismo e con le conseguenze della rivoluzione sessuale.

 

E' sbagliato secondo lei dire che questa minoranza che rimane attaccata alla Chiesa è fatta di pochi ma buoni, cioè di cristiani impegnati e attivi? 

 

Si può dire e non si può dire, perché una nostra opera precedente si chiamava proprio Identità in pericolo e mostrava effettivamente una forte identificazione con la Chiesa. Persone cioè che sono una minoranza e vogliono bene alla Chiesa e al Papa, una identificazione forte dove però è in pericolo l'identità. C'è molta confusione tra queste persone,  magari non hanno le idee chiare su cosa si intende per presenza reale di Cristo nell'eucarestia o cosa ci sia dopo la morte. Questo la Chiesa lo sa e cerca di reagire. 



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