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DIBATTITO/ La lezione di Manzoni all'Europa della "peste" finanziaria

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Nell’epoca della peste siamo tutti accecati, tutto si risolve  nel rischio di fallimento generalizzato, nella necessità dell’austerità e nella condanna senza appello di altri popoli. Stimolare l’inimicizia verso un altro popolo ed esprimere un giudizio di colpevolezza senza appello non può che riflettersi sul legame sociale: se la Grecia è un pericolo per la nostra vita, il sud d’Italia diventa un pericolo per il nord, la tutela dei lavoratori diventa un pericolo per il profitto dell’impresa, e nella confusione generale l’unica legge dominante diventa l’inimicizia generalizzata. L’accecamento della peste è l’accecamento della capacità di mantenere le differenze e di costruire sulla differenza e sulla sua accettazione il confronto e la cooperazione con l’altro. 

Nell’attuale crisi generale torna prepotentemente il tema della paura dell’altro e dell’incapacità di elaborare le differenze; l’alterità scompare del tutto e nell’indifferenziato dello “schifo generale” non si ritrova più il “volto” dell’altro. Lo sfrenarsi delle rivendicazioni localistiche e dei nazionalismi razzisti, che minacciano profondamente il senso della convivenza europea, è la prova che si tratta di una vera e propria crisi di indifferenziazione che distrugge lo spazio dell’alterità. La peste, come il terremoto e come tutte le catastrofi apparentemente non imputabili all’azione umana, pone lo statuto della necessità del destino al centro della rappresentazione della vita umana: non resta che rassegnarsi e abbandonarsi agli istinti di conservazione più primitivi. 

Ma la peste può produrre i suoi effetti devastanti soltanto se la società che ne viene colpita si lascia accecare e non riesce più a vedere le differenze che vivono e si alimentano nella realtà dell’esperienza individuale e collettiva. Per salvarci dalla peste monetaria dobbiamo riacquisire la capacità di giudicare ciò che accade come frutto dell’azione umana e della volontà e responsabilità di soggetti e persone concrete. La cronaca ci dice che se un terremoto produce vittime e disastri ciò dipende in gran parte dalla responsabilità di chi costruisce senza regole e senza rispetto per la vita degli altri.

 



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