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SVISTE/ Barcellona: caro Prof, chi sono quei giovani che hai tanto a cuore?

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Queste elezioni aprono uno spazio smisurato alla riconfigurazione delle basi etico-culturali del nostro Paese. Uno  schieramento politico non è solamente sconfitto ma addirittura dissolto. Chi apparentemente ha vinto le elezioni, in realtà, non ha avuto molti meriti ed ha conservato la propria forza più per inerzia rassegnata alla scelta del meno peggio. Non siamo certamente entrati in una stagione costituente che rimescoli profondamente gli orientamenti culturali del nostro Paese facendo nascere un nuovo spirito nazionale, aperto all'integrazione e al confronto con le altre culture.

Oltre la retorica delle formule che alludono al cambiamento, lasciando tutto immobile, occorrono fatti concreti che rendano davvero visibile la volontà di rimettersi personalmente in discussione. Un gesto clamoroso come per esempio la rinuncia a partecipare a dibattiti televisivi o a ricandidarsi nelle liste di appartenenza, nonostante decenni passati attraverso tutte le fasi politiche, sarebbe certamente un grosso segnale per tutto il Paese. Lo dico esplicitamente e penso che i gruppi dirigenti, anche delle formazioni che non hanno subito sconfitte clamorose, e che in qualche modo cercano di vantare meriti nel successo del centro-sinistra, dovrebbero tutti fare un passo indietro a favore di chi può prendere il loro posto e presentare al pubblico degli spettatori volti nuovi e  parole meno scontate e stantie.

Insisto sulla necessità di modificare le presenze politiche e sindacali nei talk show di intrattenimento politico come l'evento simbolico dal quale può apparire credibile che esiste una vera disponibilità dell'attuale classe dirigente ad aprire spazi effettivi ai mondi che finora ne sono stati esclusi. Ciascuno dei partecipanti agli attuali dibattiti dovrebbe accettare di aver perso ogni legittimazione a rappresentare con il proprio volto e con le proprie parole gli interessi, le tensioni e le aspettative che si vengono formando nel cuore della società.

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