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STORIA/ Le lezioni di Ruzenka nelle "fogne" del comunismo

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Gli appunti delle sue lezioni si sono salvati grazie a Dagmar Skálová, una detenuta che, a causa di un incidente occorso durante gli interrogatori, ebbe il permesso di indossare un corsetto rigido per la schiena e nel quale nascose gli appunti per anni. Le pagine fitte di testo e disegni, accompagnate da chiose affettuose («I greci avevano la stessa percezione della natura di Růženka») spaziano dall’antico Egitto alla Grecia, da Roma all’arte paleocristiana, dal gotico al barocco fino alle tendenze dell’arte moderna. Possiamo solo immaginare cosa significasse per le sue compagne di prigionia sentire lezioni come questa: «L’uomo gotico anela all’unità con Dio, tutto il suo agire tende a Lui... Anche il rapporto dell’uomo verso i suoi simili è improntato alla misericordia, la quale deve rimediare a ciò che l’uomo, incline al male, è naturalmente portato a commettere; è un uomo consapevole del male che porta in sé... L’umanesimo greco era antropocentrico, l’umanesimo gotico parte dalla Redenzione. L’uomo non è mai solo perché nella sua ricerca lo accompagna Dio presente corporalmente... L’uomo greco, cercando la conoscenza, raggiunse il limite e la mancanza di libertà. Invece l’uomo gotico, accogliendo lietamente il giogo della Croce, divenne veramente libero». 

Rimessa in libertà nel ’67, riprese i contatti con la Chiesa «clandestina», fu amica di padre Zvěřina, che la ricorda così: «Un giorno mi portò in sacrestia La cattedrale di Huysmans, perché l’avevo citato in un’omelia. 

–Non lo si trova più, e Le potrebbe servire, anche se c’è qualche errore.

–Ne capisce qualcosa? – Chiesi io, giovane prete presuntuoso. Con uno sguardo innocente mi rispose: – È la mia materia! – Così iniziò la nostra amicizia. Non era capace di offendersi. Il momento decisivo della sua conversione fu la morte del fratello e del cognato [uccisi dai nazisti]. Allora le si pose dinanzi il dilemma cruciale: o il nihilismo o la positività, o il nulla o Dio. Verso la fine della sua esistenza terrena fu colpita dall’afasia. “Stare zitti è un dono”, diceva».

Růženka non sopravvisse all’epoca comunista: morì poco prima del Natale del 1982. Fu tra i firmatari dell’iniziativa civile Charta 77, e durante la normalizzazione organizzò seminari artistici clandestini per i giovani. 

Quando alcuni conoscenti vollero dissuaderla da queste attività perché ormai anziana, rispose: «Non posso: sono come quei muli dell’esercito, malandati, ma che quando sentono il rullo dei tamburi si alzano di scatto e si mettono a tirare!».



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