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LETTURE/ "E adesso cosa faccio?" Quando i genitori non capiscono i figli

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Non sembrerebbe, anche se l’enfasi della contrapposizione concettuale “bambino” e “adulto” rischia di far deviare il lettore sui sentieri dell’Emilio di Rousseau. È pur vero che Ballerini non dimentica che la cifra del rapporto è la realtà, che «[…] si impone sempre, deborda oltre i nostri progetti, tracima di là dalle nostre intenzioni. […]La realtà poi in sé è sempre positiva, in quanto posta da un altro come fattore imprescindibile per la nostra esperienza di uomini» (p. 87).

La consapevolezza di questa positività smaschera la deriva illuministica. Bambino, ragazzo, adulto stanno tutti sulla stessa barca. E hanno tutti bisogno di un maestro per riscoprire che “l’alba non è una cosa ovvia”, come suggerisce il racconto di Guareschi, riassunto da Ballerini nelle sue conclusioni. 

 

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COMMENTI
01/07/2012 - Da regalare (Giuseppe Crippa)

Se questo libro mantiene quanto Mazzeo promette, e non c’è ragione di dubitarne, credo debba essere convintamente regalato ai genitori di figli piccoli (e meno piccoli) non solo per togliere spazio nella loro libreria ai manuali alla dottor Spock che purtroppo tuttora imperversano…