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LETTURE/ Sapelli: la fine della Seconda repubblica scopre le "rovine" dell’Italia

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A fronte di ciò Festa segue giorno dopo giorno l’ascesa e la decadenza del sistema partitico nazionale che si cerca di costruire dopo la fine della Dc e del Pci. Ha parole e giudizi di fulminea lucidità nei confronti degli eredi del Pci. La stessa capacità lo sorregge nei confronti degli eredi della Dc. Tutti, salvo il più granitico Bersani vestito dei panni dell’amministratore che resiste impavido dinanzi alle sirene della visione strategica, scelgono di essere dei capi personali e cosi facendo segnano la loro rovina. Così come questa stessa scelta segna la rovina del più forte dei leader personalistici: Berlusconi e i suoi seguaci che sono appannati dal potere e dalla persecuzione giudiziaria insieme.

Si rotola tutti per una scarpata spesso senza onore, come i ciechi di Bruegel o gli ubriachi delle campagne della nostra infanzia. Una misera fine per una classe politica che voleva modernizzare il Paese e cambiarne le secolari abitudini: l’Italia manca di virtù e manca di visioni. Mille competenze tecniche non fanno una visione e in questa congerie di tecnicismi emerge il demiurgo di un potere in frantumi che altri non può che essere a intermittenza il Presidente della Repubblica. Infelice Repubblica quella che - macchiavellicamente detto - non riesce a far del Parlamento il Principe, e deve affidarsi al Principe che dal Parlamento dovrebbe essere, invece, governato.



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COMMENTI
13/07/2012 - differenze (francesco taddei)

la Francia ha un apparato militare da grande potenza e un'economia a livello mondiale. Quando gli Usa programmano una strategia di sicuro questi sono fattori di cui tengono conto. Non credo valga altrettanto il vigneto doc.