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IDEE/ Todorov, il tragico, le "metamorfosi" della guerra

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Il presidente afgano Hamid Karzai all'ultima Conferenza internazionale sull'Afghanistan (InfoPhoto)  Il presidente afgano Hamid Karzai all'ultima Conferenza internazionale sull'Afghanistan (InfoPhoto)

Domande simili si è fatto in questi giorni Tzvetan Todorov dalle pagine di Repubblica, introducendo la categoria di tragico per indicare che molto spesso, di fronte a situazioni come quella libica o siriana, ci si trova di fronte a situazioni politiche che “non sono migliorabili attraverso interventi radicali”. Il tragico, in altri termini, ci pone davanti ai limiti intrinseci della politica degli Stati e della sua continuazione “con altri mezzi”, la guerra. È una buona occasione per riprendere coscienza del fatto (come ha ribadito Francesca Bonicalzi da queste colonne) che, se la pace è anche un problema della politica, non ci si può però attendere dalla politica la pace. E nemmeno dalla guerra. Una piccola grande verità di cui ultimamente ci siamo scordati.

 



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