Cultura
lunedì 2 luglio 2012
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Domande simili si è fatto in questi giorni Tzvetan Todorov dalle pagine di Repubblica, introducendo la categoria di tragico per indicare che molto spesso, di fronte a situazioni come quella libica o siriana, ci si trova di fronte a situazioni politiche che “non sono migliorabili attraverso interventi radicali”. Il tragico, in altri termini, ci pone davanti ai limiti intrinseci della politica degli Stati e della sua continuazione “con altri mezzi”, la guerra. È una buona occasione per riprendere coscienza del fatto (come ha ribadito Francesca Bonicalzi da queste colonne) che, se la pace è anche un problema della politica, non ci si può però attendere dalla politica la pace. E nemmeno dalla guerra. Una piccola grande verità di cui ultimamente ci siamo scordati.
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