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LETTURE/ Brian Moore e la lezione di quei "Cattolici" rimasti soli

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Nulla di scandaloso, visto che nella profezia morselliana il celibato ecclesiastico è stato abolito. In tempi non sospetti, molto prima che si parlasse di “corvi” nei sacri palazzi, per Morselli il destino della Chiesa risulta segnato. Quello che accade Oltretevere − dove «finendo di essere una corte per ridursi a una burocrazia, la Santa Sede ha perso in splendore senza guadagnare in precisione» − è solo l’indice di un lento ma inesorabile disfacimento che interessa tutto il popolo cristiano. 

Nonostante premesse analoghe, le conclusioni di Moore sono del tutto diverse. Infatti, a una lettura superficiale sembra che la questione affrontata nel suo romanzo riguardi il dibattito interno al mondo cattolico che oppone ancora oggi tradizionalisti e progressisti. Quale delle due posizioni custodisce maggiormente il depositum fidei trasmesso da duemila anni? A prima vista Cattolici offre una risposta nell’eroica resistenza dei monaci di Muck contro la pretesa di chi dovrebbe custodire il mandato petrino e invece pare snaturarlo. A prima vista, però. L’abate O’Malley, nel preservare la “fede di padri”, si è perso per strada. Ha smesso di credere: «Quando cercava di pregare, solo il nulla si materializzava e quando sprofondava nel suo malessere ci restava per giorni, settimane, mesi, a volte un anno». Segno che non basta la difesa a oltranza delle forme ritenute più adatte alla salvaguardia della fede perché essa sia quella descritta da Benedetto XVI, cioè «la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo». 

Un incontro che per l’abate O’Malley diventa di nuovo possibile dopo che padre Kinsella va a trovarlo per intimargli obbedienza. È solo in seguito alla visita del plenipotenziario giunto da Roma che il monaco sente l’urgenza di ritornare alla preghiera come sfida vertiginosa a quel «nulla» che lo atterriva. Fino a quel momento si era sottratto per paura. Partito Kinsella, continua a provare paura mentre guarda «la piccola porta dorata del tabernacolo». Ma adesso, alla soglia dei 69 anni, può affermare con certezza che «se le nostre parole diventano preghiera, Dio verrà».

 



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COMMENTI
22/07/2012 - Tradizione e progresso (Giuseppe Crippa)

Quale delle due posizioni – tradizione o progresso - custodisce maggiormente il depositum fidei trasmesso da duemila anni? E’ una bella domanda, alla quale di fatto ha già risposto, in modo così mite che è stato facile per alcuni non avvertirlo, lo stesso Benedetto XVI, che descrive la fede come «la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo» e contemporaneamente afferma l’importanza e la serietà della liturgia riconfermando, nella lettera apostolica “Summorum Pontificum” la possibilità, seguendo appropriate indicazioni giuridiche e liturgiche, della celebrazione della Messa Tridentina (in latino) secondo il Messale promulgato nel 1962 da papa Giovanni XXIII. Nella mia città, Monza, è possibile partecipare, in comunione con la Chiesa e nel rispetto della gerarchia, ad una Messa domenicale con questo Messale. E’ un’esperienza che consiglio davvero.