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VERSO IL MEETING/ Utopia e significato, una lotta che vale un intero continente

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Simon Bolivar, foto Infophoto  Simon Bolivar, foto Infophoto

Sconfitta la resistenza armata gesuitico-guaraní, i gesuiti vennero espulsi dai territori del Nuovo Mondo e il 21 luglio 1773 Clemente XIV firmò il decreto di soppressione della Compagnia di Gesù Dominus ac Redemptor. La profonda crisi della Chiesa cattolica in Europa si ripercuoteva così con forza nell’America spagnola. Nobiltà monarchica, intellettuali e logge massoniche la relegavano quale simbolo di un passato superstizioso definitivamente superato dalle “luci” della ragione e del progresso. La dissoluzione della compagnia di Gesù segnò l’apice della debolezza della Chiesa. Che precederà di appena trent’anni la prigionía del Pontefice e le convulsioni della Rivoluzione Francese e dell’Impero napoleonico.

Suggestiva la seconda sezione della mostra, quella centrale, con l’invasione della Spagna da parte dell’esercito francese, ordinata da Napoleone nel 1808, che segna l’inizio del processo che conduce al distacco degli spagnoli in America, la formazione di poteri agglutinanti in loco e lo smembramento dell’Impero Spagnolo in una ventina repubbliche. La crisi della monarchia borbonica e i prodromi indipendentisti nei territori dell’America Latina, indipendenze, i protagonisti - Bolivar, San Martín, al sud, Idalgo, Morelos, Ituribe al nord, nell’attuale Messico - sono presentati nella mostra ben connessi con le sorti degli ideali che intendevano affermare: la lotta tra utopie e significato, i due vessilli dell’indipendenza ispanoamericana.

Aveva chiaro il Manzoni che quel che fa la storia, quello che la rende misteriosamente comprensibile, è il significato che la percorre, la lotta dell’umano per realizzarsi in umanità. E come il Manzoni, gli organizzatori della mostra hanno scelto, nella bicentenaria storia dei loro Paesi, “degli avvenimenti interessanti e drammatici che siano legati fortemente l’uno con l’altro, ma debolmente con quelli che li precedono e li seguono, in modo che lo spirito, così vivamente colpito dal rapporto esistente tra di essi, si compiaccia di formarne un unico spettacolo, e si applichi avidamente a cogliere tutta l’estensione e tutta la profondità del rapporto che li unisce, e a chiarire il più nettamente possibile le leggi di causa e di effetto che li governano”.

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