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COMUNISMO/ Al cuore della libertà c'è il perdono. La storia di Slawomir-Janusz

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Una scena del film "The way back" (imagine d'archivio)  Una scena del film "The way back" (imagine d'archivio)

Ma ciò che mi ha colpito di più è un particolare, il particolare su cui si regge tutta la storia (vera, lo ricordo). Janusz è, del gruppo degli evasi, quello che ha la massima determinazione ad andare avanti, sempre e di fronte ad ogni ostacolo. Dialogando con un compagno che sta per cedere, svela cosa gli dia tanta forza. È il desiderio di rivedere sua moglie. Ma non solo perché le vuole bene; vuole rivederla per poterle perdonare il male che gli ha fatto accusandolo. Lei infatti, dice Janusz, «non potrà mai perdonarsi da sola». Ed è proprio così; l’animus cattolico del polacco Janusz sa che il perdono non è cosa che si amministri tra sé e sé. E sa che il perdono è il vertice dell’amore. Infatti il film finisce che…



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COMMENTI
11/07/2012 - ...quindi è una vicenda ingarbugliata... (Angelo Bonaguro)

…che mescola tanti aspetti. Rawicz era un tenente della cavalleria polacca arrestato dai sovietici dopo che l’URSS aveva invaso la Polonia nel ‘39, accusato di spionaggio e condannato a 25 anni di lager in Siberia. Nel suo libro racconta di essere scappato dal campo con altri detenuti. Prove certe a favore o contro non ce ne sono; Rupert Mayne, agente dell’intelligence britannica attivo a Calcutta in quegli anni, ricorda di aver parlato con tre uomini malconci che dicevano di arrivare dalla Siberia, ma non ne ricorda i nomi. Nel 2006 un documentario della BBC ha rivelato l’esistenza di materiali che dimostravano che Rawicz, come altri polacchi prigionieri, era stato rilasciato dal lager nel ‘42 dopo l’invasione nazista dell’URSS e l'accordo tra Stalin e il governo polacco in esilio di formare un esercito di ex-prigionieri che avrebbero combattuto in Persia. Benché la descrizione che Rawicz fa della vita del lager sia autentica, egli avrebbe dunque raccontato un’avventura vissuta da altri. Nel 2009 un certo Witold Glinski, veterano polacco di guerra, ha dichiarato di essere il vero protagonista della storia, ma anche le sue affermazioni sono contraddittorie (www.mikaelstrandberg.com/2011/01/01/gliniecki-%E2%80%9Ci-have-solid-evidence-glinski-didn%E2%80%99t-do-the-long-walk%E2%80%9D/). Il caos sulla paternità dell'opera non toglie cmq nulla alla riflessione sulle vicissitudini - drammaticamente reali - dei suoi eroi.

 
08/07/2012 - Dov'è la menzogna (Corrado Rizzi)

Il tg1 ha appena comunicato che il libro da cui è stato estratto il film si è dimostrato un falso. Quindi?