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STORIA/ Strage di Porzûs, senza Napolitano eravamo ancora a Togliatti

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (InfoPhoto)  Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Possiamo dire che esiste ormai un generale consenso sulla radici ultime dell’eccidio, che vanno ravvisate nella profonda ostilità ideologica dei gappisti nei confronti di formazioni che si ponevano come un ostacolo alle pretese annessioniste slovene e all’estensione di un sistema di stampo collettivista che poco aveva a che fare con la democrazia che l’Italia ha fortunatamente conosciuto nel dopoguerra. Anche il ruolo di Togliatti nell’appiattire le posizioni del Pci su quelle jugoslave in questa zona non mi sembra sia suscettibile di particolari revisioni. Ma tanto lavoro rimane ancora da fare per chiarire ad esempio tutte le dimensioni internazionali dell’eccidio o anche le vicende relative ad alcune delle singole vittime, che restano poco chiare. La ricerca storica non si ferma mai, ed è bene che sia così.

Le Malghe di Porzûs sono state recentemente dichiarate “sito di interesse storico-culturale”. Cosa vuol dire?

Vuol dire che anche dal punto di vista formale si riconosce l’importanza di questo luogo, e di quanto vi è avvenuto, per la storia d’Italia, e la sua appartenenza alla memoria di tutto il Paese, al di la delle divisioni politiche e delle polemiche storiografiche. 

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