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DON DIDIMO MANTIERO/ Un prete speciale a metà tra don Giussani e don Camillo

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Don Didimo Mantiero  Don Didimo Mantiero

Don Didimo scommette sull’io che deve diventare protagonista della propria vita e della propria educazione. Scommette sui giovani che sentono assai vivo il desiderio di felicità, di bellezza, di verità, di amore, di giustizia. Nella comunione, nella condivisione, nell’amicizia autentica possono avvenire la crescita e la formazione di ciascuno nella valorizzazione delle differenze e dei talenti individuali, messe a disposizione di tutti e dell’Ideale.

 

“Nella verità” scriveva Don Didimo nel 1970 “la ragione dell’uomo trova finalmente la propria dimensione, allora essa si apre. E mentre la verità rende possibile la comunione, la comunione rende viva la verità. […] Allora la comunione è completa quando le persone sono riuscite a capire che amore e verità e vita sono la stessa cosa, che sono infiniti, che sono una Persona, Gesù Cristo, che noi siamo dentro questa Persona. Allora la comunione tra le persone è veramente la sorgente della vita, della luce, della ricchezza”.

 

Per questo l’educazione nel Comune dei Giovani avviene in un percorso costante e continuo, attraverso il metodo dell’amicizia e della compagnia, lo stesso metodo (cioè strada) che ha scelto Gesù per condurci al Padre. Come ha ben evidenziato Papa Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est: “All’origine dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Non è un ragionamento, ma un incontro che decide dell’esistenza: un affetto e un abbraccio, non un discorso o una morale. Bisogna incontrare l’Ideale e poter camminare insieme rivolti verso di Lui.



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