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DON DIDIMO MANTIERO/ Un prete speciale a metà tra don Giussani e don Camillo

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Don Didimo Mantiero  Don Didimo Mantiero

Nella società odierna, invece, troppo spesso i giovani hanno davanti ai loro occhi molti idoli, che mostrano non la verità e la bellezza, ma se stessi come risposta al bisogno e alle domande dell’uomo. Gli idoli non sono compagnia nel cammino dell’esistenza. Se lo fossero, mostrerebbero tutta la loro inconsistenza. Gli idoli sembrano affascinare per la loro presunta autonomia, per l’autosufficienza, come se fossero in grado di darsi la felicità da soli. L’uomo autentico, però, il giovane come l’adulto, percepisce che non ha bisogno di idoli, ma di maestri.

 

Nella proposta educativa di don Didimo, incentrata sui cardini della formazione, della preghiera e della responsabilità, ogni particolare dell’esistenza, dalla vita quotidiana alla cultura, dalla politica allo sport, dalla scuola e dal lavoro al tempo libero, viene così vissuto alla luce dell’incontro fatto e dell’esperienza vissuta. La vita tutta così diventa affascinante, un’avventura in cui ciascuno di noi è protagonista o “avventuriero”, se vogliamo usare le parole di Chesterton.

 

Per questo condivido pienamente quanto scriveva il Cardinale Ratzinger: “Al fascino e alla vitalità di queste associazioni potrà difficilmente sottrarsi chi le incontra. Qui non c’è nulla di stravagante, nulla di forzato, nessun accanimento ideologico; qui c’è la gioia cristiana e dalla gioia e dalla forza del vangelo deriva l’impegno umano”. E mi unisco all’auspicio di Ratzinger: “Spero che […] l’eredità spirituale di questo sacerdote possa divenire efficace di gran lunga al di là di Bassano del Grappa”.



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