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MEETING 2012/ Quell'Albania figlia della Chiesa che il potere ha cercato di distruggere

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Madre Teresa di Calcutta  Madre Teresa di Calcutta

In questo Meeting di Rimini si parla anche degli albanesi, con un mostra dal titolo “Albania, Athleta Christi”. Sono passati cento anni da quando questo popolo, probabilmente il più antico e il meno conosciuto in Europa, si è liberato da cinque secoli di dominio turco. Cento anni in cui gli albanesi hanno continuato drammaticamente la ricerca di una definizione della propria identità, che continua però a sfuggire.

 

Una ricerca dai toni accesi, cocciuta, piena di intelligenza e al contempo di violenta ignoranza, tra mille contraddizioni e momenti di gloria. Da una parte essi sono il popolo che ha vissuto il più feroce totalitarismo ateo della storia d’Europa, dall’altro quello che ha dato i natali alla più grande santa del secolo breve, Madre Teresa. Si tratta del popolo che è passato da una cultura sostanzialmente medievale ai problemi del relativismo contemporaneo in pochissimi decenni. Per il pubblico degli europei dei nostri giorni l’argomento Albania ha oggettivamente poco fascino. Eppure si muove l’interesse quando si scopre che la mostra pone alcune domande che sono reazione a quella vera e propria crisi dell’io, crisi di identità e relazionale, che segna tutta l’Europa.

 

La mostra nasce dall’esperienza di un gruppo di amici albanesi cattolici che vivono in Italia e che si rendono conto che la loro religiosità è parte costituente del loro essere albanesi. Questo porta a guardare e a documentare la storia dell’Albania cattolica con passione ed interesse, ma soprattutto determina la conclusione del percorso con alcune domande: “Quali forze hanno cambiato e possono cambiare la nostra storia?” e “È in grado ogni albanese di chiedersi in che misura possiede la verità e, come conseguenza di questo rapporto, quanto è libero?”. E si comprende come siano domande che coincidono con le questioni poste dalla Chiesa alla contemporaneità europea occidentale.

 

“È a questo grande logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori”, diceva Benedetto XVI a Ratisbona. La mostra documenta il sorgere di queste domande nella ricerca dell’identità albanese all’interno di quella europea, attraverso l’incrocio tra dato storico ed esperienza personale dei curatori. Il dato storico sono tre grandi icone dell’Albania.



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