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SCOPERTE/ A Bergamo quelle pietre del V secolo ancora vive

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Ritrovamenti archeologici sotto la cattedrale a Bergamo (immagine d'archivio)  Ritrovamenti archeologici sotto la cattedrale a Bergamo (immagine d'archivio)

Il percorso museale inizia, come in un volume, con un Sommario, una sintesi dei periodi storici documentati dai resti archeologici ritrovati, e quindi dà accesso ad un doppio percorso, quello dello spazio e quello della mente, che il pellegrino/visitatore è invitato e aiutato ad affrontare. Il tema centrale, sul quale si innestano gli altri, è quello della Cattedrale: quella paleocristiana innanzitutto, i cui resti accolgono i pellegrini/visitatori fin dall’inizio del percorso con le lastre del nartece del V° secolo e poi con i plinti delle colonne e gli stupendi mosaici pavimentali; quella romanica, con l’innesto sull’impianto antico di poderose strutture in pietra da taglio per rinsaldare le murature originarie; quella due-trecentesca foderata di scene sacre affrescate; quella Filaretiana con le forti sostruzioni lapidee realizzate con materiale di reimpiego romano e paleocristiano.

Lungo il percorso il visitatore ha modo di affrontare altri temi suggeriti dai reperti esposti (sarcofagi antichi, corredi funerari, frammenti di materiali di uso quotidiano) e dalle citazioni di S. Agostino che affiancano gli apparati didattici. L’intento è quello di accompagnare il visitatore all’interno della Basilica paleocristiana così come era, facendogli sperimentare quello che il Vescovo di Ippona diceva in un’omelia di dedicazione di una chiesa: “Certamente questa chiesa in nome di Dio è stata costruita per voi; per opera di lui e anche per le pie, generose, benefiche offerte vostre. E' stata costituita per voi. Ma soprattutto voi stessi siete la Chiesa; è per voi, come luogo dove fisicamente entriate, ma soprattutto le vostre menti debbono essere il luogo dove Dio entra” (discorso 359, 9). 

La suggestione è forte: dopo otto secoli riscoprire le radici della Cattedrale è come scoprire il tesoro che, inaspettatamente, un lontano (ma caro) parente ci ha lasciato in eredità e che ci fa conoscere molto meglio la nostra famiglia.

Entrati nella Basilica ci si trova, idealmente, abbracciati dalle tre navate (c.a 45 mt. di lunghezza e 25 mt. di larghezza) e da subito si è attirati dal presbiterio nel fondo introdotto da un’iconostasi (medioevale) affrescata.

Oltre che per il sistema di esposizione e per il linguaggio allestitivo impiegato, il museo della Cattedrale di Bergamo si caratterizza per una importante novità museografica: nella seconda parte del percorso, dove gli spazi sono meno interessati da presenze archeologiche, sono esposti paramenti e suppellettili sacri di grande qualità artistica (Il Tesoro), che hanno convissuto per secoli con le strutture delle varie fasi della Cattedrale messe in luce. Tale scelta non solo costituisce una ulteriore offerta culturale ma vuole contribuire a far meglio comprendere al pellegrino/visitatore il rapporto tra spazi, architetture ed espressioni artistiche presenti nello stesso luogo, mostrando come il nesso liturgia-architettura-suppellettili sia tutt’altro che estrinseco o puramente estetico.

Siamo di fronte ad un evento: per secoli le origini della Chiesa di Bergamo sono state avvolte nell’incertezza dei documenti che solo a partire dal IX secolo parlavano chiaramente di una Chiesa locale strutturata. Certo: le notizie orali arrivavano fino al IV secolo, ma la leggenda aleggiava spesso accanto alla storia, pur gloriosa, dei padri. Ora questa “storia” ci ha fatto un regalo assolutamente gratuito: ci ha riconsegnato una Cattedrale risalente al V secolo, grande e – diciamolo pure – anche ricca. Essa ci testimonia chiaramente il fatto che nel V secolo a Bergamo c’era una comunità cristiana numerosa (chi avrebbe “sprecato” un Basilica così grande?), ricca e riconosciuta dal contesto pagano circostante (la Basilica viene costruita abbattendo alcune domus romane, scavalcando un pezzo di strada romana – forse il decumanus – riorganizzando l’assetto urbano della città verso est; e la costruzione avviene dentro le mura cittadine quando le basiliche cristiane del tempo erano quasi tutte costruite fuori le mura come a Milano dove anche il grande vescovo Ambrogio organizza la costruzione delle basiliche cimiteriali fuori le mura…).



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