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STORIA/ Perché Costantino scelse il dio dei cristiani?

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Roma, il Colosseo e l'arco di Tito (InfoPhoto)  Roma, il Colosseo e l'arco di Tito (InfoPhoto)

In questo sta soprattutto il cambiamento operato da Costantino: senza alterare il concetto della pax deorum, che anzi intendeva rafforzare, egli affidava la salvezza dello Stato romano ad un nuovo dio, più forte e più grande delle vecchie e bolse divinità dell’antica Roma, che probabilmente interpretava come la divinità solare, venerata già da suo padre Costanzo e da lui stesso. L'idea di un summus deus identificato probabilmente col Sole, dai molti nomi e in definitiva sconosciuto, rappresentava un punto di convergenza fra le diverse dottrine filosofiche e accontentava anche i cristiani per i quali Cristo era Sol Iustitiae.

La libertà religiosa fu possibile grazie all'unità dell'impero e al rispetto della legge. Con i suoi provvedimenti Costantino garantì una pacifica convivenza fra le diverse religioni all’interno dell’impero, con la breve interruzione del regno di Giuliano (361-363) e nonostante all’interno della Chiesa sorgessero dispute e contrasti di natura teologica, che Costantino fu costretto a dirimere. Finché nell’anno 380 Teodosio proclamò la religione cristiana religione di Stato. Tanto durò la libertà di professare la propria fede liberamente.



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