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EDUCAZIONE/ Israel: salviamo l'infinito dalla "dittatura" dei tecnici

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Michelangelo, David (1501-04; InfoPhoto)  Michelangelo, David (1501-04; InfoPhoto)

In conclusione, nel campo educativo occorre rimettere al centro conoscenza, interesse, passione, ricerca del senso. Inoltre, occorre rimettere al centro il rapporto tra maestro e allievo. L’esigenza di un insegnamento che fornisca allo studente gli strumenti per procedere con le proprie gambe, che non sia nozionistico, che non sia meramente “trasmissivo” è indiscutibile. Ma è inaccettabile che questo venga pensato come l’esigenza di marginalizzare la figura dell’insegnante, ridotto a “facilitatore”, a una sorta di “animatore” del processo autonomo di apprendimento. L’insegnamento vero è anche trasmissione di conoscenze e metodi da parte di un maestro. Anche su questo voglio ricordare le belle pagine di don Giussani sull’educazione per testimonianza. Come egli osserva, senza un “testimone” che, per la sua autorevolezza e capacità ispiri fiducia, non si va da nessuna parte, si resta confinati in un metro quadrato. È ridicolo pensare di poter ricostruire da soli la conoscenza e verificare tutto. Non ho mai fatto né mai farò l’esperienza di Michelson-Morley, ma “credo” nella sua validità sulla base di testimonianze attendibili. Non potrei certo rifare da solo tutto il percorso della fisica.

Quindi, l’educazione è, in primo luogo, testimonianza. E come può esistere una testimonianza priva di contenuti e di senso e ridotta a mera tecnica e metodo?

 

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COMMENTI
28/08/2012 - Ringraziamento (Ruben Varisco)

Grazie per questo articolo, pensavo che in Italia non esistessero più persone capaci di esprimere idee di questo livello.