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BIOETICA/ Il Pd, la Carta d'intenti e quella profezia di Augusto Del Noce

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Infine, il terzo elemento a cui facevo riferimento è la dimensione internazionale che assume questa nuova declinazione politica della sinistra e che, per esempio, prende oggi le vesti di un Hollande in Francia e di un Obama negli Stati Uniti e, ancor prima, quelle di uno Zapatero in Spagna. Tre esperienze politiche molto diverse ma che hanno in comune una visione del mondo le cui matrici culturali combinano assieme elementi di radicalismo e di neoliberalismo utilitarista con le nuove issues anti gerarchiche e libertarie che emergono, per la prima volta, nella seconda metà del XX secolo con i movimenti giovanili e con quelli femministi.
Indubbiamente, uno dei momenti decisivi per la costruzione di questa nuova ideologia è rappresentato dalla diffusione della contraccezione di massa che non fu, com’è risaputo, solamente un metodo di controllo delle nascite ma anche un grandissimo fenomeno socio-culturale che cambiò notevolmente lo stile di vita di milioni di persone. Non solo per ciò che riguardava la procreazione e la maternità ma soprattutto perché contribuì notevolmente alla diffusione di una visione del mondo completamente differente rispetto al passato. Ovvero che l’essere umano, grazie al progresso tecnico e biomedico, fosse finalmente sul punto di potersi liberare da tutti quei vincoli millenari imposti dalle leggi della biologia e che fino ad allora lo avevano incatenato ad un’esistenza difficile e infelice. La diffusione della pillola di Pincus su scala planetaria, prima, e la nascita della prima bambina grazie alle tecniche di fecondazione assistita, poi, rappresentarono i due momenti culminanti di questa concezione di progresso etico che si legò, indissolubilmente, alle conseguenze sociali, anch’esse rilevantissime, prodotte da un ciclo economico in espansione che aveva notevolmente modificato consumi, mentalità e stili di vita di tutto il mondo occidentale.
Tutto il dibattito odierno sui temi bioetici, in Italia e in Europa, prende le mosse da questo particolarissimo contesto storico. E per ciò che concerne il nostro Paese, il momento storicamente più importante non è, come molti credono, l’approvazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza del 1978, ma è la sentenza della Corte Costituzionale del marzo 1971 che sancì l’incostituzionalità dell’articolo 553 del Codice penale, il quale vietava la propaganda e l’uso di qualsiasi contraccettivo. Quella sentenza non fu solo uno spartiacque decisivo nella storia socio-culturale del nostro Paese ma rappresentò anche il primo momento di incontro tra quattro differenti culture politiche – quella radicale, quella socialista-libertaria, quella femminista e quella delle donne dell’Udi e del Pci – che avrebbero svolto un ruolo rilevantissimo negli anni successivi. 



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