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DIBATTITO/ Da Reagan alla Merkel, la parabola di un sogno sconfitto

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Alla nascita dell'Europa, la supremazia della cultura liberista è stata resa evidente dal rifiuto di affermare, anche solo nel preambolo del progetto di Costituzione europea, le origini giudaico cristiane dell'Europa. Purtroppo, il dibattito in materia si è ridotto alla discussione se clericalizzare o meno la costituzione. E a rimetterci è stata, come al solito, la verità, il fatto che all'origine dell'idea di Europa vi siano principi di unità dei popoli, di fratellanza dei popoli, che sono storicamente, oggettivamente, principi cristiani. Per rimanere ai giorni nostri, fuori dall'Europa vi sono ancora esempi di paesi che hanno ottimi rapporti di vicinato, che si riuniscono insieme per risolvare problemi comuni, come i paesi dell'America Latina: ma si tratta di nuovo di paesi con forte caratterizzazione religiosa cristiana, anzi cattolica.

Ora questa concezione, la concezione che la prevalenza della libertà individuale sul bene comune portasse comunque al bene comune, è una concezione contraddittoria nei suoi termini: come si può pensare che l'affermazione di un principio in fondo individualista, cioè egoista, possa portare come risultato, se sviluppato su scala sociale ed economica, ad un beneficio sociale, cioè altruista?

La crisi attuale non è niente altro che l'evidenza e l'esperienza di questa contraddizione, resa drammaticamente distruttiva e dolorosa dalla globalizzazione e dalla potenza della tecnologia. Tale contraddizione si manifesta laddove, per esempio in Italia, lo stato mette a disposizione soldi e garanzie per il sistema bancario, sofferente rispetto ai criteri di sostenibilità del debito oggi in voga, ma poi è costretto a tagliare servizi sanitari e sociali ai più deboli per sopperire al denaro impiegato a favore del sistema bancario. La stessa Bce, ha impiegato decine di miliardi a favore della Grecia imponendo condizioni durissime per il popolo, ma quei soldi sono poi confluiti a pagare il debito greco, cioè a banche francesi e tedesche. Si rispettano i principi, ma si fanno soffrire i popoli, come se la questione fosse un accessorio trascurabile.

Di fronte al disastro ormai conclamato, non si vede alcun tentativo di revisione culturale rispetto alla posizione assunta; nessun tentativo di rigettare il liberismo. Al contrario, si tenta di nuovo di addossare alla cultura cattolica la colpa di una crisi che nascerebbe dall'incapacità di essere finanziariamente efficiente, senza rendere conto del fatto che chi deve fornire un servizio sociale non ha il compito della stabilità finanziaria.

Un recente articolo apparso sul Corriere della Sera del 5 settembre a firma di Massimo Franco, conferma questa linea di accusa alla Chiesa e alla cultura cattolica: “Forse non tutti sanno, ma in Nord Europa molti pensano che lo spread alto sia il frutto di un peccato cattolico [...] si tratta di un aspetto delle polemiche degli ultimi mesi affrontato solo di sfuggita. Eppure affiora a intermittenza, mentre l'euro comincia ad evocare non più ricchezza e stabilità, ma disoccupazione, povertà e declino [...]. Richter è un commentatore cattolico, ma soprattutto tedesco. E teorizza che un eccesso di cattolicesimo danneggia la salute fiscale delle nazioni”.



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COMMENTI
23/09/2012 - Liberismo (Leonardo Pavese)

Non c'è nessuna contraddizione fra cattolicesimo e liberismo. L'idea di "bene comune" è un'idea che conduce alla pianificazione centralizzata statalista dell'economia (a proposito: è quella che è fallita, non il liberismo), diretta da un collegio di "saggi", i quali presumibilmente sanno quello che è bene per tutti. L'individuo, in quanto unico e creato a immagine di Dio è supremo. I diritti individuali sono inviolabili, a cominciare dalla vita; e certamente comprendono la proprietà privata (che tra l'altro è anche considerata inviolabile dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani). Se poniamo il "bene comune" al di sopra dell'individuo, ci mettiamo nelle mani dello stato. Di stato si muore. La croce è il simbolo dell'individuo che vi si oppone (allo stato), e muore, ma risponde solo alla legge divina. A proposito, ci sono numerosi autori cattolici, liberisti e libertari: Lew Rockwell Jr., Randy England, Joe Sobran, Leonard Liggio, Thomas E. Woods. Vi consiglio di leggerli. Sono tutti americani; sarà che forse dalla terra del liberismo arriva qualcosa di buono?

 
07/09/2012 - Bene (Mariano Belli)

Che bell'articolo! E annoto con piacere che le voci contrarie alla dittatura bancaria aumentano ogni giorno di più...è quello che ci vuole!

 
07/09/2012 - Commento rapido (Diego Perna)

Monti dice abbiamo scampato il crollo, c' è tutta la stampa e i media che osannano Draghi salvatore di banche e di spread, la Grecia l'abbiamo dimenticata, le borse non si possono tenere e Lei scrive proprio oggi un articolo come questo. Mi sa che come tempismo non è azzaccato, la crisi, se non l' ha ancora capito, è finita! Anzi non è mai iniziata.