BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Dov'è finito l'amore della triste Elizabeth Siddal?

Pubblicazione:

Dante Gabriel Rossetti, Marie Spartali Stillman (1869) (Wikipedia)  Dante Gabriel Rossetti, Marie Spartali Stillman (1869) (Wikipedia)

Gli amici testimoniarono in seguito di averla vista dondolare una culla vuota come per fuggire la realtà. Il 10 febbraio del 1862, la trentaduenne Lizzie si suicidò con un’intera bottiglia di laudano. Chiesero un ricordo al poeta Swinburne che scrisse: “Per uno che, quanto meno, la conosceva meglio di altri amici di suo marito, la memoria del suo meraviglioso fascino mentale e della sua persona – la sua grazia inimitabile, la bellezza, il coraggio, la forza, l’arguzia, l’umorismo, l’eroismo e la dolcezza – è troppo cara e sacra per essere profanata da un qualsiasi tentativo di espressione”. 

Il colpo per Dante Gabriel fu durissimo. Prima che la bara di Lizzie venisse chiusa lasciò tra i capelli dell’amata un manoscritto di poesie. Non ne aveva fatto copie. Quei versi erano stati solo per lei in vita, e lo sarebbero rimasti anche dopo la morte (Lizzie li custodiva tra i diari, l’Endimione di Keats e una spilla d’ametista della madre). Il destino per Dante si fece sempre più torvo. Iniziò a ciondolare tra dissolutezze, droghe, insonnie, modelle. Arrivò anche la crisi creativa e con essa la proposta “indecente” di Charles Augustus Howell, il suo agente letterario. Disigillare la bara di Lizzie per recuperare il manoscritto con le poesie d’amore. L’atlante segreto del loro amore. Il loro patto inviolabile. Il 16 agosto 1869 Dante scrisse a Howell: “Mi sento propenso, se la cosa fosse effettuabile, con il tuo amichevole aiuto, di andare fino in fondo col recupero delle mie poesie, se possibile, come mi hai proposto qualche tempo fa. Auspicherei solo un’assoluta segretezza da parte di tutti, poiché la faccenda non deve davvero trapelare…”. 

E una notte il recupero avvenne. Dante non volle partecipare, Howell sì, riferendo poi che Lizzie non era ridotta a uno scheletro, ma che era “rimasta bellissima come sempre era stata in vita, e i suoi capelli, che avevano continuato a crescere dopo la morte, ora riempivano la bara ed erano di un color rame brillante, scintillando ipnoticamente alla luce del fuoco…”. Il recupero del manoscritto non avrebbe salvato Dante dai suoi fantasmi. Anzi ne avrebbe aggiunto uno: quello di una ragazza vestita di bianco con i capelli sempre rossi. Dicono che ancora oggi sia il più assiduo degli spettri del cimitero londinese di Highgate.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.