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CHIESA E POLITICA/ Bagnasco e la "nuova" unità dei cattolici (fuori dai partiti)

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Angelo Bagnasco, presidente della Cei (InfoPhoto)  Angelo Bagnasco, presidente della Cei (InfoPhoto)

Passando per tutte le fasi che stanno nel mezzo, che richiedono attenzione, riconoscimento, solidarietà. È su questa via che il card. Bagnasco ritiene si debba lavorare per riconciliare il paese con la sua radice cristiana: quasi creando un baricentro profondo che si muove su piano non riducibile, anche se non lo esclude, a quello politico.

Un tale compito ricade prima di tutto sulle spalle dei laici cattolici. 

Qui si arriva al tema del  lievito − Bagnasco parla di fermento − e dei testimoni credibili. Si potrebbe dire, con Theobald, che ciò che occorre è uno stile, che nasce da un accordo profondo tra pensieri, parole e azioni. Nell’epoca del relativismo estremo − che sconfina nel nichilismo − la presenza dei cristiani nella sfera pubblica − e poi nella politica − ha a che fare dunque con la  testimonianza. Con una incarnazione. Che è poi la capacità di dar corpo a una fede che non è una credenza, una mera convinzione cognitiva, bensì un atteggiamento verso la realtà fondato sulla certezza di una presenza. In un mondo disorientato come quello in cui viviamo − dove si devono affrontare mille sfide anche tra loro contraddittorie − è illusorio pensare di definire il ruolo dei cristiani lungo un unico asse. Fosse anche di tipo politico. 

Meglio cercare di fissare riferimenti sicuri per tutti i “naviganti” che si vogliono avventurare in mare aperto: la questione antropologica e la radice cristiana. Come dire, non ci può non essere unità  nella fede. Ma questa unità − che costituisce un dono prezioso − può e forse deve anche trovare declinazioni diverse, a condizione di salvaguardarne la struttura fondamentale. Nella consapevolezza che le sfide che il tempo lancia alla fede sono così alte e impegnative che, se non  escludono l’agone politico, non sono  riducibili ad esso. Nella serena consapevolezza indicata dal Vangelo e da duemila anni di storia: che la fede si sostiene non tanto con la politica quanto con la vita. 



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