BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SHOAH/ Hannah Arendt contro Eichmann: in un film la "normalità" del male

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Hannah Arendt (1906-1975) (Immagine d'archivio)  Hannah Arendt (1906-1975) (Immagine d'archivio)

Si tratta senz’altro di un film “di processo”, ma con l’ambizione di presentare al pubblico un altro tipo di processo, quello del pensiero. Il pensare lascia soli, davanti agli stereotipi dell’opinione dominante e davanti all’ignavia dei più.  Per dare ai suoi spettatori un’idea di questa solitudine abissale, Margarethe Von Trotta, insieme con la sua sceneggiatrice Pam Katz, fa ampio ricorso ai dialoghi: Hannah Arendt, anzitutto, suo marito e i suoi amici più stretti, la cerchia di intellettuali che facevano capo al New Yorker e che, in gran parte, erano esuli tedeschi della Germania nazista, la segretaria Lotte Köhler (interpretata da Julia Jentsch) e, in Israele, Kurt Blumenfeld. Si parla del processo e dei suoi limiti, la discussione si accende (in inglese e in tedesco nella versione originale). Poi ci sono le scene ambientate in Università, con gli studenti che interagiscono: tra i pochi a comprendere una Hannah Arendt più scomoda che mai. Il film è stato presentato al Toronto International Film festival l’11 settembre 2012 ed è uscito nelle sale tedesche l’8 gennaio 2013.  



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.