BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LAICITA'/ Il dilemma tra Cesare e Dio e la scelta di Costantino

Pubblicazione:

Particolare del Colosseo (InfoPhoto)  Particolare del Colosseo (InfoPhoto)

Perciò senza libertà religiosa lo Stato romano sarebbe rimasto uno Stato teocratico, tanto più dopo che gli imperatori avevano preteso il culto della loro persona. Perciò – e questo comporta conseguenze di non poco conto – la libertà religiosa è funzionale alla laicità dello stato e, anzi, lo stato deve garantire la libertà religiosa per garantire la propria libertà. In definitiva la libertà religiosa è condizione della libertà per lo stato e come tale la precede. 

Questo ha naturalmente valore in una situazione nella quale si possa parlare di “libertà religiosa”, e poteva valere, al tempo di Costantino, per tutto l’ecumene romano, dove la legge era una sola. Perciò la condizione perché lo stato affermi la sua laicità – cioè la propria libertà – è difendere la propria autonomia dalla religione; altrimenti se non si vuole dare a Dio quello che è di Dio non si potrà dare neppure a Cesare quello che è di Cesare. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/01/2013 - Aconfessionalità dello Stato (GIOVANNI PIERONI)

Ricordo che sull'aconfessionalità dello Stato il Cardinale Scola nel suo discorso del 6 dicembre nutriva alcuni dubbi. Non credo che alla laicità, soprattutto se "sana", sia precluso un qualche riconoscimento del ruolo pubblico della religione di una nazione.