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DIBATTITO/ Sgarbi: il ministero della Cultura di Galli della Loggia? Non ha senso

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Michelangelo, Pietà Rondanini 1552-64 (InfoPhoto)  Michelangelo, Pietà Rondanini 1552-64 (InfoPhoto)

Fondere il ministero dell’Economia con il ministero dei Beni culturali, creando un ministero del Tesoro e dei beni culturali. A quel punto il ministro non sarebbe più uno che concede quattro spiccioli a un collega titolare di un dicastero residuale; sarebbe invece costretto a prendere atto del fatto che la sua delega gli sta davanti agli occhi. Se uno ha tonnellate d’oro è ricco, no?

Certamente…
Ma lo sarebbe di meno uno che ha in casa 20 Van Gogh, 40 Picasso e 10 Matisse? Noi siamo esattamente questo: abbiamo Botticelli, Leonardo, Michelangelo... Quanto vale L’ultima cena di Leonardo? Varrà o no 4 miliardi di euro? Ma L’ultima cena è lì, si può toccare. Occorre fare i conti con l’economia, non si può pensare alla cultura come ad un quid affidato alla gestione di pochi  sofisticati. Gestione di che cosa, poi? Cosa vi mettiamo, la letteratura, la musica? Lasciamo stare l’astrazione e unifichiamo il ministero dell’Economia con quello dei Beni culturali. È l’unica strada, non ce n’è un’altra.

Salvatore Settis invece chiede soldi e attenzione per salvare il nostro patrimonio negletto.
Chiedere soldi non serve a nulla. I soldi bisogna averli e chi li ha, e li elargisce, è il Tesoro. Se il ministro del Tesoro fa anche il ministro dei Beni culturali il problema è risolto. La scelta non può essere lasciata alla discrezionalità di un ministro: dev’essere interna al ministero stesso.

Ma allora cosa vuol dire, come sostengono Galli della Loggia ed Esposito, che è necessario «tutelare la nostra identità e la nostra memoria storica»?
Dal punto di vista della gestione, assolutamente nulla.


(Federico Ferraù)




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