BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NOBEL LETTERATURA/ Alice Munro, così la parola crea il mondo

Pubblicazione:

Alice Munro (1931) (Immagine d'archivio)  Alice Munro (1931) (Immagine d'archivio)

Così la scrittura alimenta la propria ambizione di creare essa stessa il mondo di cui parla. Così che l'adesione alla realtà si realizza in modo diverso rispetto ai romanzi: mentre infatti il romanzo apre le sue porte e "lascia entrare" gli eventi del mondo reale (cronache, temi, sentimenti, società, vicende ecc.), nella short story, e soprattutto nell'opera della Munro, la partita si gioca nella corrispondenza sottile tra lo sviluppo musicale del testo e il mondo − la geografia fisica e umana − a cui il racconto appartiene.

Le storie della Munro sono, in altre parole, come un buon vino, che si capisce fino in fondo solo se lo si beve là dove viene prodotto: anch'esse non si possono comprendere fino in fondo senza il legame col mondo nel quale nascono. 

Come se la terra stessa, nella sua singolarità, producesse non solo persone e destini e caratteri, ma anche la lingua e il ritmo con il quale queste cose vengono poi dette. E solo chi l'ha provato sa quanta cura, quanto lavoro occorre affinché il racconto sia onesto e veritiero.

Non do consigli sul libro per cominciare a leggere la Munro. I miei titoli preferiti sono Nemico, amico, amante, In fuga e Chi ti credi di essere tutti e tre editi da Einaudi. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.