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90 ANNI/ Romano Scalfi, il dono di uno stupore che salva dagli idoli

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Romano Scalfi (1923) (Immagine d'archivio)  Romano Scalfi (1923) (Immagine d'archivio)

E allora viene naturale anche un'altra citazione (che padre Romano fece conoscere a me, come a un suo altro grande amico, don Luigi Giussani): "L'imperatore si rivolse ai cristiani dicendo: 'Strani uomini… ditemi voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri capi e fratelli: che cosa avete di più caro nel cristianesimo?'. Allora si alzò in piedi lo starec Giovanni e rispose con dolcezza: 'Grande sovrano! Quello che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità'". 

La risposta dello starec Giovanni ai potenti di questo mondo, ma anche a tutti coloro che soffrono e che non sanno più di che vivere, a tutti coloro che cercano un senso buono per la vita di tutti i giorni, è la risposta che in un modo o nell'altro ha sempre segnato la vita e l'attività di padre Scalfi, sia che predicasse, sia che mettesse in piedi, lui, incapace di qualsiasi organizzazione (come ripete da sempre con consapevole ironia) una struttura complessa come Russia Cristiana, che comprende una fondazione, una rivista, una casa editrice, un coro, una scuola iconografica.

Sia che parli dei monti del suo Trentino, sia che ci introduca a Berdjaev o a Solov'ëv (io li ho conosciuti e amati grazie a lui) al centro di tutto c'è sempre Cristo "luce della ragione", Cristo che ci offre il dono della sua unità, quell'unità che noi moderni non sappiamo più vedere e pretendiamo di creare ed invece è la struttura del nostro essere, vuoi che si tratti del rapporto tra fede e ragione, vuoi che si tratti del rapporto tra le Chiese d'oriente e d'occidente ancora divise. Perché un'altra delle cose che padre Romano ha sempre testimoniato (in tutta la sua attività per l'unione delle Chiese) è che l'unità non va creata ma riconosciuta, e non è innanzitutto un fatto esterno o un rapporto tra istituzioni, ma l'unità della persona, che non è prodotta dalla mia genialità e neppure dalla mia santità, ma è il dono con il quale Cristo ci affascina e ci attira a sé, in un cammino di conversione che non finisce mai. Buon compleanno, padre Romano o, come si dice: Mnogaja leta, Ad multos annos.

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COMMENTI
13/10/2013 - Buon Compleanno (Giuseppe Marinelli)

Che meraviglia accorgersi che la trasfigurazione non è solo un "racconto" ma è un'esperienza che ti si fa incontro durante la Santa Liturgia o nello sguardo degli innamorati di Cristo. Un grazie senza confini a padre Romano che ci è stato e ci è maestro. Per tramite suo e di tanti suoi amici la nostra lunga vita è stata e continua ad essere una splendida avventura. Maria Teresa e Pippo Marinelli.

 
12/10/2013 - Buon Compleanno (LUISA TAVECCHIA)

Bellissima testimonianza. Anch'io sono stata affascinata dalla religiosità e dalla capacità di giudizio proprio negli anni in cui noi giovani avevamo bisogno di guide sicure, forti nella fede in Cristo (Don Gius, Padre Manuel, Padre Scalfi e tanti altri). grazie