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BUZZATI/ "Il libro delle pipe": elogio del fumo o metafora del mondo?

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René Magritte, Questa non è una pipa (1948) (Immagine d'archivio)  René Magritte, Questa non è una pipa (1948) (Immagine d'archivio)

Si susseguono le accurate descrizioni delle pipe di schiuma, di radica e di porcellana, se ne enumerano le varietà, le decorazioni, i difetti e le virtù. Ma d'un tratto − con la consueta naturalezza narrativa di Buzzati, maestro nel trasformare col minimo sforzo il reale nel fantastico e viceversa – ecco che si leggono le vicende delle "pipe fantasime" e delle "pipe preistoriche", delle "pipe parlanti di Edimburgo" e della "pipa a rotelle dell'ammiraglio Nicolò Fardi di Grivonera"; per giungere alla "pipa di pellirosse", di cui è riportata l'immagine e in didascalia, questo gustoso commento: "Si osservino gli avidi rai del Gatto Mammone all'orciuolo (fornello) ove esso forse crede celinsi interiora di pollo".

Dunque Buzzati s'inventa una ricca storiografia, catturando il lettore tramite la descrizione di misteriosi e ricchi fumatori dalla bizzarra onomastica, spietati collezionisti, contrabbandieri, ladri, esorcisti, marajiah, circoli di fumatori, colonnelli impazziti e quant'altro.

Ma allora si tratta di un divertissment? Dell'ennesimo "esperimento di magia" o forse di un esercizio di stile? 

È proprio a questo punto che verrebbe voglia di interpellare Buzzati, che tanta dignità letteraria ha voluto imprimere a questo oggetto ricco di storia e carattere estetico, chiedendogli cosa ne avrebbe pensato della pipa elettronica. Ma lui, con quella ironica preveggenza tipica dei grandi scrittori (e non senza una lontana eco dello Svevo dell'"ultima sigaretta"), ci aveva già pensato, descrivendo così la "pipa scientifica prussiana": "Obbrobrioso meccanismo è codesto! Il fumo, uscendo dal fornello, si raffredda nella serpentina e gorgoglia nell'acqua della polla; poi perde altro calorico nel lungo percorso fra i tubi dritti. Due salivini (di cui uno a rubinetto) estraggono gli umori distillati: e chi usa la Pipa, anziché fumare, si illude di farlo, aspirando soltanto aria pura; come sulle vette de'monti".



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