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IL CASO/ E se nel Purgatorio di Dante ci fosse anche Erich Priebke?

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Erich Priebke (1913-2013), ex ufficiale delle SS (Infophoto)  Erich Priebke (1913-2013), ex ufficiale delle SS (Infophoto)

Non ci sono peccati tanto orribili di cui non ci si possa pentire. Se Priebke si è pentito in punto di morte (cosa tra l'altro che non risulta, ma che non potremo sapere mai, almeno su questa terra), allora anche quell'orribile carnefice è uno spirito "ben finito".

Il cristianesimo è davvero scandaloso, è una vera rivoluzione. E' una cosa divina, non umana. Si usa dire che la religione è stata creata dagli uomini per confortarsi, illudersi, rassicurarsi. Bene, il cristianesimo sfugge a questa diceria. Cristo spiazza, è una vera pietra d'inciampo, è davvero un mistero irraggiungibile per la limitata ragione umana. Del resto Dante stesso aveva già messo in guardia il lettore nei versi precedenti, quasi per prepararlo allo scandalo di Manfredi, con quelle due eccezionali terzine:

Matto è chi spera che nostra ragione
Possa trascorrer la infinita via
Che tiene una sustanza in tre persone.
State contenti, umana gente, al quia;
chè se possuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria.


La via tra l'uomo e Dio è infinita, proprio come infinita sarà più avanti definita la misericordia di Dio, con le sue grandissime braccia. Gli uomini faranno bene ad arrestarsi alle loro domande, perché non possono "veder tutto", quindi non possono pretendere di adattare la loro piccola misura all'infinito.

Il cuore dell'uomo è un infinito che può entrare il rapporto con l'infinito. Lì dentro noi non possiamo entrare. Dio sì. L'anima che si rivolge a Lui, con sincero pentimento, si salva. La misericordia divina ha il potere di cancellare anche i peccati più orribili. Ci può dispiacere, ci può sembrare ingiusto, ci può spiazzare, ma questo accade perché non siamo più abituati a vivere alla luce della Rivelazione, non siamo più abituati a prendere sul serio Colui che Maria ha partorito.

Però, forse, dovremmo recuperare questo sguardo. Perché, oltre ad essere infinito, è anche liberante.



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COMMENTI
18/10/2013 - Il carissimo amico Gianluca Zappa (Francesco Giuseppe Pianori)

Meraviglioso articolo del poeta, cantautore e amico Gianluca Zappa. E' una vera fortuna che noi tutti uomini non siamo Dio o, come dice una bella battuta, "Dio esiste, ma non sei tu: rilassati!" Io prego sempre perché in Paradiso ci siano anche Hitler, Stalin, Mussolini e tutti i Capitalisti ladri, che hanno affamato e distrutto popoli interi per la loro passione per il denaro ed il potere. In fondo Dio ci ha creato perché stessimo sempre con Lui, no?! Lasciamo a Lui il giudizio e la misericordia.

 
17/10/2013 - Ma Dante ha scritto anche l'Inferno (Giuliana Zanello)

Non so perché, ma non mi piace. A quali scalmanati ci si riferisce? Mi risulta che in giro non ce ne siano di un solo tipo. E' naturale che non possiamo sapere, tuttavia o tacciamo, o accettiamo di prenderci qualche responsabilità. Come Dante - e chiedo scusa se mi permetto di strapazzarlo a mia volta - ha fatto, tante e tante volte, nella prima cantica. Dove non intendeva certo sostituirsi a Dio né negare la possibilità del pentimento finale, ma ha corso il rischio, nell'imperfezione tutta umana, di tirare le conseguenze di ciò che di una vita s'è visto. E anche questo bisogna pur imparare a fare, perché non sia spento il libero arbitrio. E allora, per esempio, Guido da Montefeltro, che si sentiva giustificato perché aveva obbedito a un ordine del Papa, è nel profondo dell'Inferno. Ebbene sì, anche lui così dice, di avere obbedito a un ordine, e per di più del Papa.

RISPOSTA:

Vorrei precisare che Guido di Montefeltro si trova all'inferno perché non si è veramente pentito, non ha veramente rigettato da sè il male e in questo è stato ingannato ("ch'assolver non si può chi non si pente,/ nè pentere e volere insieme puossi"). Dante è rigoroso, perfettamente ortodosso. Manfredi, invece, si è sinceramente pentito, fino alle lacrime. Qui si parla di un pentimento vero, di fronte a Dio, col quale non si può barare. Confesso (l'ho anche scritto) di non sapere quale sia stata la situazione di Priebke. Nessuno di noi lo sa. E proprio per questo ritengono di dover guardare alla sua vicenda in modo meno giacobino. Ma c'è un altro aspetto del canto III del Purgatorio che in qualche modo è strabiliante. Manfredi parla del proprio corpo, che fu tirato fuori dalla tomba provvisoria e buttato fuori territorio, senza nemmeno una sepoltura, dal vescovo di Cosenza. Questo infierire sul corpo di Manfredi ricorda molto da vicino quello che sta succedendo col corpo di Priebke. Grandezza di Dante. GZ

 
17/10/2013 - Piccolo dubbio 2 (Valentina Timillero)

".....Le vittime dell'eccidio in Paradiso", scrive Sala. E chi l'ha detto?

 
17/10/2013 - Piccolo dubbio (Duilio Sala)

Concordo pienamente con quanto detto nell'articolo, stravedo da sempre per Dante e anch'io dico che la misericordia di Dio è veramente infinita. Ma ora voglio fare (letteralmente!) l'avvocato del diavolo e mi chiedo "ma le 335 vittime dell'eccidio che (come presumo) sono già in Paradiso, vedranno di buon occhio l'arrivo in Paradiso dell'anima di Priebke?" Scherzavo! Saluti

 
17/10/2013 - Manfredi e Priebke (Carla D'Agostino Ungaretti)

Magnifico confronto! Questo articolo avrebbe dovuto essere letto agli scalmanati di Albano e (perdonate la sincerità) ai nostri "fratelli maggiori". Chi ci dice che Priebke, nell'ultimissimo istante di respiro, non abbia invocato la misericordia di Dio? Io prego perché lo abbia fatto.